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Spiritualità domenicana

Meditazioni sulle litanie domenicane
Santa Maria, porta chiusa e aperta

(Litania 11)

“Dice il Signore Dio: Il portico dell’atrio interno che guarda a oriente rimarrà chiuso nei sei giorni di lavoro; sarà aperto il sabato e nei giorni del novilunio” (Ez 46,1).
Il profeta Ezechiele è qui intento a descrivere le pratiche di culto proprie del tempio di Gerusalemme là quando il tempio, distrutto dai Babilonesi nel 586 a.C., verrà ricostruito alla fine dello stesso secolo, nel 515 a.C. ad immagine teologica della capitale spirituale del popolo Dio ritrovato dall’esilio e rinnovato nella fede. Il profeta nulla sa della realizzazione del tempio e tuttavia invita il resto fedele di Israele che si trova in esilio a confidare nella parola del Signore capace di ricostruire il tempio e reintegrare il culto che ormai iniziava a essere contaminato dal politeismo babilonese. Descrivendo la struttura del tempio si dilunga molto sulla sua mappa, indicando nella porta che guardava a oriente, la porta che non solo guarda là dove nasce il sole ma al contempo la porta principale per l’accesso al Santo dei Santi, la porta per eccellenza del tempio. Essa è la porta dal quale passa il Signore, è la porta che immette immediatamente sul cortile degli uomini, là dove è presente l’altare dei sacrifici, e sulla lunga gradinata che immette immediatamente alla sala, inaccessibile se non al sommo sacerdote nel tempo pasquale, del Santo dei Santi, dove è custodita l’arca dell’alleanza. E’ la porta per eccellenza. Secondo la consuetudine tale porta doveva rimanere chiusa nei sei giorni lavorativi ad indicare il lavoro che gli uomini devono compiere in questi giorni per sostenere se stessi. Il sesto giorno, il sabato, la porta rimaneva aperta, affinché nel giorno del riposo gli uomini occupassero tutte le loro attività a favore di Dio e potessero prestare a lui tutta la loro devozione. Era il giorno della lode e del ringraziamento a Dio.
 “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo” (Mt 25,1). Nelle pagine evangeliche il discorso cambia in quanto la porta che viene descritta non riguarda più il tempio di Gerusalemme ma l’ingresso nel Regno dei cieli. Il Regno è l’annuncio specifico della predicazione di Gesù, che vuole radunare il popolo di Israele e coloro che credono alla sua parola non intorno alle pratiche del tempio ma intorno alla parola di Dio, intorno alla propria parola, affinché la radicalità dell’ascolto della parola possa essere anche la radicalità di una vita fondata sulla parola. E la radicalità dell’ascolto e della sequela permette di accedere al Regno e al contempo si mostra garanzia di presenza nel Regno di coloro che ne fanno già parte. Troviamo descritta in questo particolare passo una parabola che mostra come la cura e l’impegno per il regno dei cieli sia da considerarsi per Gesù continuo e sempre costante. Le spose attendono con le loro lampade la venuta dello sposo, e alcune di loro, poco zelanti, dimenticano l’olio per la lucerna e uscendo per comprarne, al ritorno, trovano la porta chiusa. A differenza della pratiche cultuali dell’antico testamento il regno dei cieli che Gesù tratteggia non propone dei giorni in cui le porte del regno rimangono aperte o chiuse. Esse sono sempre aperte per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a Dio e godere della sua misericordia, perché in ascolto della sua parola. Si chiuderanno solo quel giorno in cui lo sposo prenderà effettivo possesso del regno, lasciando fuori coloro che non avevano voluto far parte del regno o si erano attardati con altri impegni ad entrarvi.
Maria è acclamata in questa vocazione come una porta chiusa e aperta. Essa come nel tempio di Gerusalemme è colei che regge gli stipiti della porta orientale aprendo con la sua misericordia le porte per coloro che sono bisognosi delle sue amorevoli cure nel giorno del Signore, e chiudendola per coloro che cercano di penetrare nel luogo santo per distruggere dall’interno con le loro opere e parole ciò dentro vi risiede. La maestà della sua presenza è già un monito per coloro che vorrebbero prevaricare sulle porte per potere scardinarle e dilagare all’interno. Ma soprattutto Maria è la porta chiusa e aperta del Regno, in quanto attende che gli uomini chiedano a lei di aprire le dorate porte del Regno per potere accedere ai suoi locali. Una porta aperta di misericordia, che al momento della sua apertura erompe in un fiume di grazia capace di toccare i cuori degli uomini e elevarli insieme a lei alla gloria dei santi e degli angeli. La porta della misericordia di Maria rimane sempre aperta per coloro che desiderano avvicinarsi al suo amore. Si chiuderà solo quando lo sposo entrerà nella stanza, e a porte chiuse, la gloria del paradiso risuonerà in quelle sale tra inni e canti di gioia.


Pubblicato 25.11.2007

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