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Spiritualità domenicana

Meditazioni sulle litanie domenicane
Santa Maria, rosa che mai sfiorisce

(Litania 9)

“La Madonna è il fiore più bello che si sia mai visto nel mondo spirituale” (cfr. NEWMAN, Maria, p. 211).
La tradizione vuole che la rosa sia considerato il fiore più bello tra tutti i fiori per la qualità del suo colore, del suo aroma e della sua delicatezza al tatto. Quando ci accostiamo ad una rosa ne assaporiamo la fragranza, i nostri occhi esultano al colore delle sue forme, tutti i sensi sono attirati verso questo germoglio di delicatezza in maniera tale da oscurare ogni altra sensazione. Nella preghiera quotidiana l’operosità della nostra riflessione dovrebbe imitare il frenetico lavoro delle api, che completamente intente nel loro lavoro girano di fiore in fiore alla ricerca del nettare vitale di cui hanno bisogno, per farne una grande scorta da potere poi distribuire nel favo. Se nella preghiera i fiori che di volta in volta vengono toccati sono le singole orazioni recitate, accostandoci alla preghiera di Maria ci si dovrebbe accostare come un’ape di fronte ad un fiore profumatissimo, capace di inebriare al punto da non volere più andarsene da questo fiore per ricercare e cogliere ogni singola traccia del suo nettare vitale. Se tuttavia i fiori attirano le api in maniera tale che esse per istinto sono portate a volgersi ad essi, nella vita spirituale i fiori della preghiera rimangono immobili davanti all’orante, libero di conoscerli e di apprezzarli, e una volta che si è deciso di accostarsi ad essi iniziano a rendersi vivaci e candidi attraverso il loro profumo, il loro colore e la loro fragranza.
Maria è il fiore più bello tra tutti, in quanto supera per molte qualità gli altri fiori. Mentre gli altri fiori crescono genericamente a livello del terreno, nascondendosi tra le erbe per meglio mimetizzarsi e sopravvivere, la rosa svetta con fierezza nel cespuglio da cui proviene, e si offre al mondo così come è: Maria è infatti Regina degli angeli e dei santi.
Se gli altri fiori genericamente non presentano spine sul proprio stelo, la rosa si trova costellata di numerose spine, ad indicare nella vita di Maria i molti dolori e patimenti che dovette sopportare, primo tra tutti la morte del proprio figlio.
La rosa è anche il fiore più fragrante, perché meglio di tutti gli altri fiori è in grado di attirare a sé un maggior numero di api, così come nessun uomo o santo o angelo è capace ad attirare più di Maria al banchetto della vita spirituale.
Maria è ancora una rosa che mai sfiorisce, una rosa mistica. Sfogliando la letteratura botanica ci si imbatte in una nomenclatura singolare riguardo ad una rosa del deserto: anastatica hierochuntica. Già il nome latino della pianta, detta comunemente Rosa di Jericho, rivela la capacità del fiore a sopravvivere in terreni aridi e desertici (anastatica è il termine latino traslitterato del greco anastasis, destarsi). Questa rosa all’aspetto esteriore non è molto graziosa: essa infatti è un insieme di radici raggrovigliate una sopra l’altra allo scopo di proteggere e custodire i semi che contiene. Vivendo in un terreno desertico tale pianta deve infatti escogitare una strategia per difendersi e sopravvivere. Essa però con solo piccole gocce di acqua è capace nel corso della stagione di vita che conduce di uscire più volte dallo stato di torpore e di morte apparente, che rivelerebbe il groviglio di radici, per sbocciare velocemente e mostrarsi rigogliosa e vitale.
Lo strano movimento vitale di questa pianta può essere avvicinato alla vita spirituale di molti per analogia, e può essere avvicinato per analogia anche alla vita di Maria. Innanzitutto molti nella propria vita spirituale possono avere sperimentato o sperimentano tuttora lo stato di allontanamento da Dio. Ci si trova in un deserto di affetti e di relazioni, magari si hanno tanti amici ma il rapporto con loro non è vitale e trasparente: ci si trova nella condizione del grumo di radici. E bastano poche gocce, o comunque qualche piccolo accorgimento, per risvegliare a poco a poco l’interiorità di queste persone e accendere in loro una piccola fiamma che era soffocata, non spenta, da tante altre cose, per sbocciare come la rosa.
Maria è la rosa mistica, che mai sfiorisce. Nella letteratura cristiana il racconto della Dormitio Virginis mostra come la vicenda terrena di Maria si sia conclusa con una morte serena tra canti, fiori, profumi in compagnia degli apostoli radunati, e di come anche lei, dopo tre giorni, sia stata Assunta in cielo per essere incoronata Regina dei santi e degli angeli. Maria è la rosa che mai sfiorisce perchè Dio non ha permesso che il suo corpo conoscesse la morte per non più di qualche giorno, per poi ridestarla ancora più rigogliosa e vitale alla gloria del cielo, diventando per questo rosa mistica, ovvero nascosta alla vista umana ma sempre operante con le sue numerose grazie.
Nella preghiera di questa settimana assaporiamo il profumo del giardino celeste, contempliamo i colori dei suoi candidi fiori, riconosciamo nella rosa di Cristo, Maria, la fierezza della nostra fede.


Pubblicato 10.11.2007

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