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Spiritualità domenicana

Meditazioni sulle litanie domenicane
Santa Maria, gemma più preziosa del mondo

(Litania 8)

Ogni volta che il cuore si pone in relazione con Dio nel silenzio della propria preghiera accade un evento mirabile che se compreso appieno rende il cuore maggiormente esultante e devoto nella recita. In questi momenti che dovrebbero essere sempre più frequenti, sempre più sentiti e sempre più intensi il cuore è come se fosse letteralmente rivestito di un manto ricoperto di pietre preziose a significare la ricchezza e l’abbondanza dei doni che Dio elargisce a coloro che entrano in comunione con lui. Questo accade non solo per coloro che assiduamente si accostano con fiducia nella preghiera ma anche per coloro che, dopo avere spartito con i porci le carrube della povertà e della miseria spirituale, della lontananza da Dio, ritornano, pentiti, al Padre e da lui sono accolti con grande gioia e festa, al punto da essere rivestiti di tutte le prerogative che avevano rifiutato, l’anello al dito (segno della nobiltà), i sandali (segno della libertà) e la veste linda e preziosa (segno dell’importanza della persona) (cfr Lc 15,22). Il cuore orante è un cuore rivestito e abbellito della veste più suntuosa e preziosa che si possa immaginare. Come per i sacerdoti del tempio di Gerusalemme, la veste si arricchisce di numerose pietre preziose fissate in castoni d’oro forti e resistenti. Si legge infatti in Esodo 39, 8-21 la descrizione della veste rituale che i sacerdoti erano tenuti a indossare per officiare i sacrifici. Essa era una veste suntuosa di porpora rossa e viola, di scarlatto e bisso. E tale veste era sormontata nella parte anteriore da un pettorale quadrato e dorato nel quale erano incastonate dodici file di pietre preziose, ad indicare le dodici tribù di Israele. Nella prima fila erano alternate una cornalina, un topazio e uno smeraldo, ossia tre colori differenti, il rosso, il blu e il verde. Nella seconda fila un turchese, uno zaffiro e un berillo, ovvero colori celesti quali l’azzurro, il blu elettrico e il bianco venato. Nella terza fila era disposti in modo alterno un giacinto, un’agata e un’ametista, ovvero gemme tendenti a una colorazione blu del mare, verdeacqua trasparente e violetto intenso. Nella quarta fila, la più interna, un crisolito, un onice e un diaspro, pietre queste più tendenti al rosso. Ogni pietra preziosa indicava una tribù di Israele fissata nell’oro dei castoni del pettorale, a indicare l’appartenenza della tribù alla gloria perenne di Dio.
Anche il cuore viene rivestito della veste di gloria nel momento in cui si accinge a porsi nella preghiera al Padre. E anche questa veste accoglie in sé un pettorale sormontato di numerose pietre preziose, disposte a quadrato rispetto ad un unico centro. Ogni pietra preziosa rappresenta una virtù o un dono che Dio elargisce e incastona nel cuore: una cornalina, un topazio e uno smeraldo, ad indicare i doni rispettivamente della devozione, del silenzio e della preghiera. Un turchese, uno zaffiro e un berillo, ad indicare i doni dell’offerta a Dio di sé attraverso l’elemosina, il digiuno e la temperanza infusa nel compiere con discrezione tali atti. Un giacinto, un’agata e un’ametista, ad indicare le virtù morali infuse, ovvero il coraggio, la saggezza e la giustizia. Quindi un crisolito, un’onice e un diaspro, ad indicare le virtù teologali della fede, speranza e carità.
Ognuna di tali pietre viene fissata con forza nel cuore al punto da non potere più essere tolta, al massimo sbiadita dalla non curanza. E ogni pietra arricchisce il cuore orante di ogni bene spirituale necessario. Tuttavia tali pietre nel loro incedere circolare e alternato rivelano al loro interno una gemma piccola ma preziosissima, non visibile per il chiarore e la luminosità di queste pietre e però tale da essere la causa della loro luminosità. Una piccola perla bianca, una piccolissima perla, piccolissima all’occhio pasciuto della lucentezza delle pietre e per questo quasi insignificante agli occhi, e tuttavia più importante di tutte le altre: la perla di Maria. Nel momento in cui il cuore si apre nella preghiera esso chiede che Maria possa toccare il cuore orante in maniera tale da essere per lei così devoto e rivestito di tali ricchezze per potersi presentare davanti a Dio tutto luminoso e splendente. E Maria accontenta il cuore rivestendo a poco a poco, incastonando nel cuore una per una tutte le pietra, non prima essendo lei entrata nel cuore. Se infatti le pietre preziose sono incastonate sul cuore a modo di veste, la gemma che Maria è entra nel cuore e inizia a vivere dentro il cuore in maniera tale da potere vivificare il cuore e rendere luminose e splendenti tutte le gemme che di volta in volta incastona con l’aiuto della preghiera.
Maria, tu sei la gemma più preziosa del mondo, sei la gemma che non solo è visibile ai nostri occhi ma anche la gemma che penetra nel nostro cuore per renderci sempre più fedeli a Cristo. Penetra nei nostri cuori e opera affinché anche il nostro cuore possa rivestirsi delle preziose gemme che tramite te Dio elargisce a tutti gli uomini.


Pubblicato 05.11.2007

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