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Spiritualità domenicana

Il patrocinio di Maria sul nostro Ordine

Dal «Commento alle Costituzioni dei Frati Predicatori» di Umberto de Romans, sacerdote.
(Opera de vita regulari, ed. J.-J.Berthier, vol. II, Romae 1889, pp. 134-136).

Patrocinio della B.V. Maria sull'Ordine Domenicano

Da alcuni episodi verificatisi agli inizi del nostro Ordine si può capire come la beata Vergine Maria sia speciale patrona del nostro Ordine: da certi fatti di cui ho udito raccontare e da molti altri, che sono scritti nelle «Vitae fratrum», si vede che, poiché l'Ordine è dedicato a lodare, benedire e predicare il Figlio suo, Maria ne è speciale madre estendendolo, animandolo e difendendolo.
Perciò nelle sue preghiere san Domenico affidava l'Ordine al suo speciale patrocinio, come si legge nella «Leggenda nuova»; e per questo ogni giorno ci affidiamo a questa nostra madre andando a lei in processione, come ci affidiamo a san Domenico nella commemorazione quotidiana che facciamo di lui.
Molti sono i motivi che ci suggeriscono di affidarci al patrocinio di Maria.
Anzitutto è molto influente il patrocinio di chi sta accanto a un gran signore, come è Maria. Non potrà mancarle la possibilità di aiutarci, dato che è Regina dei cieli; sembra quasi che parli lei nell'espressione della Scrittura che dice: «E' in Gerusalemme la mia potenza» (Sir 24,15). Del resto, quanto più uno è familiare al signore dal quale si desidera ottenere qualcosa, tanto più il suo patrocinio è efficace: e quale familiarità può essere maggiore di quella della Madre nei confronti del Figlio? E' la comunione più profonda e più intima. A questo proposito è scritto: «La regina sta alla tua destra» (Sal 44,10), cioè ti è più familiare di tutte le altre persone della reggia. Inoltre, quanto più uno è temuto dagli avversari, tanto più è potente il suo patrocinio. E Maria è, per il Nemico, «terribile come un esercito schierato» (Ct 6,3). Dunque possiamo molto sperare sulla prontezza del suo intervento in nostro favore. Del resto non è insofferente e dura verso chi si rivolge a lei : anzi la si trova sempre dolce, piena di clemenza e grazia, piena di mitezza e di misericordia. Perciò è scritto: «Dolce tu sei» (Ct 6,3). Inoltre c'è più da sperare nell'aiuto di qualcuno quanto più egli è obbligato nei confronti di chi ha bisogno. E Maria è molto obbligata nei confronti dei peccatori, perché sono loro l'occasione che le procurò tutti i privilegi che ha. Perciò è detta «verga germogliata dalla radice di Jesse» (Is 11,1), che significa 'incendio', perché dall'incendio del grande amore che Dio ebbe per il mondo, si arrivò a lei: perciò il mondo fu causa del suo stesso essere. Inoltre, essa fu donata per il patrocinio dei miseri, per essere loro avvocata, come la divina Provvidenza fece sì che Esther fosse elevata al regno per diventare avvocata del popolo ebraico. Così alla beata Vergine dobbiamo accostarci sicuri, dal momento che è suo compito provvedere alle cose nostre.
E ancora, si può sperare di più nel soccorso di colui del qual si è sperimentato l'aiuto in varie circostanze. E di Maria abbiamo innumerevoli fatti che ci attestano la sua premura: chi infatti è ricorso a lei senza ottenerne l'aiuto? ha sempre soccorso tutti con la sua compassione affettuosa e con l'efficacia del suo intervento. Perciò la Scrittura dice: «Come un olivo nei campi» (Sir 24,19), non negli orti, perché i suoi frutti sono a disposizione di tutti.
Inoltre dà aiuto in tutte le situazioni, si china misericordiosa sulle necessità di tutti come in un immenso abbraccio di tenerezza: dappertutto e sempre porta soccorso. Perciò è scritto: «Fino all'eternità non cesserò» (Sir 24,14), dove possiamo sottintendere «di soccorrere tutti».
E' chiaro, dunque, quanto si può sperare nel suo aiuto, se la invochiamo fedelmente, perché ella è dolce e paziente con chi a lei ricorre. Perciò Paolo dice: «Accostiamoci con fiducia al trono della grazia» (Ebr 4,16), cioè al trono della grazia di Dio, perché da lei si effondono molteplici grazie offerte agli uomini. Come infatti si parla di un trono del giudizio per indicare la sede da dove ci viene il giudizio, così è appropriato parlare di un trono della grazia per indicare la sede da cui ci viene la grazia.
Quindi poiché può essere tanto efficace il suo patrocinio e tanto facilmente lo si può ottenere, dobbiamo preferirlo a qualunque altro. E proprio per questo facciamo ogni giorno la processione in suo onore, per averla sempre protettrice in cielo.


Pubblicato 22.12.2006

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