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Un sacerdote risponde

Sul significato della confessione generale e sul modo corretto di accusare i propri peccati

Quesito

Caro Padre Angelo,
mi scusi ma non capisco proprio la domanda del quesito n. 743 posta dal lettore CS in data 4/03/2008;
- si pone il dubbio delle confessioni sacrileghe in una confessione generale dei peccati;
che mi risulti, dopo aver chiesto a più sacerdoti, la confessione generale, (in particolari casi, quando uno si è allontanato dalla fede da molti anni o dopo un profondo ritiro spirituale o in caso di una vita vissuta in maniera disordinata e nel peccato grave reiterato), può essere fatta sia per eliminare i dubbi di peccati di cui non si è certi l'averli confessati che per provare maggior dolore dei peccati commessi stante il maggior dolore anche nella nuova umiliazione derivante dalla riconfessione anche contestuale di una gran mole di peccati nella stessa confessione.
In buona sostanza la confessione generale, che io sappia, consiste nel riconfessare peccati già confessati, per cui non si capisce il dubbio che si è posto il richiedente su confessione sacrilega derivante dal confessare un peccato eventualmente già confessato quando la confessione generale consiste nel riconfessare peccati già confessati come ho, giustamente fatto io,sia pure con una confessione generale fatta con varie confessioni parziali man mano che mi ricordavo con l'esame di coscienza un gruppo di peccati commessi nella mia vita.-
Per l'occorrenza, chiedo gentilmente, una conferma:
- ho chiesto ad un sacerdote lumi sulla confessione dei peccati;
mi ha risposto che i peccati carnali vanno confessati così:
se da soli o in compagnia, prima o dopo del matrimonio una volta o più e che non si entra nei particolari degli stessi.
E siccome io sono tornato alla fede dopo molto tempo ho confessato in quella maniera quei peccati, non potendo ricordarne il numero, dicendo che ne ho commesso uno ogni tot giorni circa mediamente e facendo presente il tipo di peccato per esempio: ho commesso atti impuri contro natura e atti di perversione sessuale uno ogni tot giorni circa negli anni successivi e/o precedenti il matrimonio. E' corretta così la confessione.-
Mi scusi la prolissità ma di regole catechistiche sono parecchio crudo.
Umilmente e fraternamente vi ringrazio per la risposta e vi invio sentiti saluti.-
C.G.


Risposta del sacerdote

Carissimo C.G.,
le tue osservazioni sulla confessione generale sono esatte.
Anche la tua confessione dei peccati è stata esatta.
Anzi, ho l’impressione che sei stato fin troppo scrupoloso.
È vero che è necessario confessare anche il numero dei peccati mortali. Ma questo è necessario perché il sacerdote se ne faccia un’idea e sappia che cosa assolve e quali rimedi proporre.
Pertanto non era necessario che tu dicessi: ogni tot di giorni.
Sarebbe stato sufficiente dire: ho compiuto il tal peccato molte volte, spesso, con una certa frequenza.

Ti auguro un buon cammino e un felice progresso nella vita cristiana.
Sono certo che sei contento di essere tornato a Cristo e alla pratica sacramentale della Chiesa.
Ti ringrazio per la fiducia, ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 26.08.2008

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