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Un sacerdote risponde

Sacro e Profano di alcune feste popolari-religiose

      Quesito

     
      Quest'estate ho visto in tv un servizio ( trasmesso da rai 2) su alcune tradizioni religiose-popolari delle varie regioni d'Italia.
      (Manifestazioni, a mio avviso, che con la vera fede, fatta anche di compostezza di gesti, tono di voce, moderazione, non hanno nulla a che vedere...)
      Feste in cui si accalcano nella Chiesa ondate di persone "urlanti" invocazioni al Santo festeggiato, in cui si svolgono processioni con statue enormi ( tipo la Varia di Palmi, non so se qualcuno ne abbia mai sentito parlare o visto qualcosa) e altre cose di questo genere...
      La posizione "ufficiale" della Chiesa qual è al riguardo?
      Non si lascia un po' troppo spazio a manifestazioni cosi' scomposte, molto ( ma sempre secondo un parere personale) profane, non si tende a fare "mercato" nelle Chiese?
      I Vescovi potrebbero cercare di adottare misure per "limitare" queste confusioni? E i parroci?
      Spesso sento dire che se si agisse in senso "restrittivo" ci si metterebbe interi paesi contro...si perderebbero fedeli...( ma sarebbero veri fedeli???? nello spirito del Vangelo?)
      Grazie, Maria


      Risposta del sacerdote

      Cara Maria,
      la questione che tu poni riguarda la cosiddetta “pietà o religiosità popolare” nella quale si interseca la fede con elementi che talvolta non hanno nulla a che fare con la vera devozione.
     
      1. Mi accenni a situazioni che di religioso non hanno niente o addirittura sono delle autentiche contraffazione della religione.
      Per fortuna queste situazioni sono territorialmente abbastanza circoscritte. In genere, nel nord, le feste sono più sobrie e vanno più all’essenza. Nel sud, invece, sono più folcloristiche, più spettacolari, ed emotivamente più coinvolgenti.
      I fenomeni da te descritti, grazie a Dio, non sono il pane quotidiano della religiosità del nord.
     
      2. Tu chiedi l’intervento di vescovi e di parroci perché pongano fine a certe manifestazioni.
      Come vedi, la Chiesa non interviene in modo massiccio, proibendo tutto.
      Essa è convinta che dietro certe manifestazioni, anche grossolane, si può nascondere il senso del sacro e del trascendente e che determinate espressioni festaiole manifestano una genuina
      sete di Dio e anche la percezione di alcune perfezione divine, come la paternità, la provvidenza, la sua presenza amorosa e costante, la sua misericordia.
      La pietà popolare dà largo spazio alla considerazione del mistero dell'aldilà, al desiderio di comunione con gli abitanti del cielo, alla beata Vergine Maria, agli Angeli, ai Santi, e alla preghiera in suffragio delle anime dei defunti.
      Sotto questo aspetto vi sono dei valori che non è lecito buttare via con pretesto di rendere tutto puro.
     
      63. La fusione armonica del messaggio cristiano con la cultura di un popolo, che spesso si riscontra nelle manifestazioni della pietà popolare, è un altro motivo della stima del Magistero per quest'ultima.
     
      Nelle manifestazioni più genuine della pietà popolare, infatti, il messaggio cristiano da una parte assimila i moduli espressivi della cultura del popolo, dall'altra permea di contenuti evangelici la sua concezione della vita e della morte, della libertà, della missione, del destino dell'uomo.
     
      La trasmissione, quindi, dai genitori ai figli, da una generazione all'altra, delle espressioni culturali porta con sé la trasmissione dei principi cristiani. In alcuni casi la fusione è talmente profonda che elementi propri della fede cristiana sono diventati elementi integranti dell'identità culturale di un popolo. Si pensi, ad esempio, alla pietà verso la Madre del Signore.
     
      4. Tuttavia, insieme a questi innegabili valori, va detto che in determinate manifestazioni è carente lo spirito “cristiano”: c’è poco contatto con la Sacra Scrittura e non c’è pratica sacramentale, vale a dire alla confessione e alla partecipazione al sacrificio eucaristico. Questo comporta che le feste non siano vissute come momenti di grazia, di conversione, di rinnovato impegno nella vita cristiana.
      Prevale una concezione utilitaristica della religione, la spettacolarità dei segni, dei gesti e delle formule. Talvolta si può giungere addirittura alla superstizione.
     
      5. Per porre rimedio a queste carenze e difetti la Chiesa dice che è necessario evangelizzare la pietà popolare e metterla in contatto con la parola del Vangelo. In tal modo essa si libererà progressivamente dai suoi difetti e manifesterà più chiaramente i contenuti della fede, della speranza e della carità.
      In quest'opera di evangelizzazione il senso pastorale suggerisce però di procedere con grande pazienza e tolleranza, ispirandosi al comportamento seguito dalla Chiesa nel corso dei secoli nell’affrontare problemi dell'inculturazione della fede e della liturgia.
     
      Ti saluto e ti benedico.
      Padre Angelo


Pubblicato 16.01.2006

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