Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Teologia dogmatica => Generale => Che cosa si intende per peccato originale

Un sacerdote risponde

Che cosa si intende per peccato originale

      Quesito

      Una domanda forse troppo elementare: Che cos'è il peccato originale? Mi può spiegare la storia di Adamo e Eva? Che cosa serve il battesimo e perchè è stato istituito?
      Mi scuso per le domande troppo banali ma comunque sto riscoprendo la mia fede in Gesù.
      Grazie per la sua disponibilità.
      Matteo


Risposta del sacerdote

      Caro Matteo,
      1. sono contentissimo che tu stia riscoprendo la fede nel Gesù. è la fortuna più grande che ti possa capitare sia per la vita presente che per l’eternità.
      Sono convinto che, a parte la tua buona volontà, in tutto questo ci sia l’amore del Signore per te. Il Signore ti ama immensamente e per questo da tanto tempo faceva di tutto perché tu sentissi la sua voce.
      2. Non aver paura di porgere domande che ti sembrano banali. Giova a tutti riscoprire in continuazione le risposte a interrogativi fondamentali della nostra fede.
      E adesso vengo alle tre domande che mi hai fatto. Tuttavia rispondo con tre risposte separate, in modo che i nostri visitatori sia attirati da una domanda specifica.
      3. Che cosa è il peccato originale?
      Bisogna distinguere anzitutto tra il peccato originale commesso dai nostri progenitori (Adamo ed Eva) e il peccato originale che abbiamo ereditato noi.
      Il primo è chiamato peccato originale originante e il secondo peccato originale originato.
      Il peccato originale compiuto da Adamo ed Eva è stato un atto di superbia, per il quale i nostri due, suggestionati, da Satana, hanno preteso di mettersi al posto di Dio e di segnare con la loro volontà ciò che è bene e ciò che è male.
      Dio aveva vietato all’uomo di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male: “Perché quando tu ne mangiassi, certamente moriresti” (Gen 2,17).
      “L’albero della conoscenza del bene e del male” (Gen 2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l’uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L’uomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l’uso della libertà.
      Il primo peccato dell’uomo è consistito in una disobbedienza al comandamento di Dio e in una mancanza di fiducia nella sua bontà.
      Ogni peccato porterà in sé questo dupliche marchio: disobbedienza a Dio e mancanza di fiducia nella sua bontà.
     
      Le conseguenze del peccato originale sono state molte:
      Adamo ed Eva, diventati ribelli a Dio, hanno perso la sua amicizia, la grazia, che costituiva il loro splendore e li rendeva particolarmente somiglianti a Dio.
      Ribelli a Dio, sono diventati anche ribelli a se stesso e nei rapporti con gli altri.
      Hanno perso infatti la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo: si scoprono nudi e sentono il bisogno di difendere la loro dignità con un rudimentale vestito.
      L’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni, tanto che cominciano subito a incolparsi a vicenda.
      I loro rapporti sono segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento reciproco.
      Persa la comunione con Dio, sorgente della vita, sono destinati alla morte e a tutte quelle condizioni (sofferenze e disagi) che la preparano. E così la morte entra nella storia dell’umanità.
     
      Adamo ed Eva sono all’origine del genere umano. E come quando una falda acquifera è inquinata getta fuori acqua inquinata, così l’umanità corrotta dal peccato ha generato un’umanità altrettanto corrotta. Ecco il peccato orginale originato.
     
      Della trasmissione del peccato di Adamo ed Eva ai loro discendenti nell'Antico Testamento non c'è nessuna affermazione esplicita ma il concetto di una trasmissione è implicito quando nel Genesi e nei libri successivi si mostra che la disobbedienza dei progenitori non ha causato soltanto gravi danni fisici e materiali ma anche morali e spirituali (odio, vendetta, avidità, invidia, lussuria ecc.).
      La dottrina del peccato originale è affermata in maniera esplicita nel Nuono Testamento. San Paolo scrive ai Romani: “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Rm 5,12), e poco prima: “Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato” (Rm 3,9).
      Proprio per questo motivo tutti gli uomini sono bisognosi di salvezza, che è data solo da Gesù Cristo (Rm 3,23 ss.).
      La dottrina del peccato originale ha occupava un posto importante nella catechesi cristiana dei primi tempi.
      Sarà però Sant’Agostino il primo a provare l'esistenza del peccato originale portando tre argomenti principali:
      1) l'insegnamento della Scrittura (Genesi e san Paolo lo in particolare);
      2) la prassi del battesimo dei bambini, prassi certamente basata sul convincimento che essi non vengono al mondo in stato di innocenza ma di peccato;
      3) l'esperienza universale del male e del dolore suppone chiaramente una colpa comune di cui ogni uomo è divenuto corresponsabile.
      La elaborazione di Sant’Agostino diventò uno dei punti saldi della teologia cattolica. Lo stesso san Tommaso vi apportò ritocchi di lieve entità mettendo maggiormente l'accento sull'assenza della grazia santificante (prevista e voluta da Dio per tutti gli uomini) che sulla inclinazione al male.
      Mi permetto di trascriverti quanto afferma il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica:
     
      75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo?
      L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendoGli, ha voluto diventare «come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la grazia originale della santità e della giustizia.
     
      76. Che cos'è il peccato originale?
      Il peccato originale, nel quale tutti gli uomini nascono, è lo stato privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da non «contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto personale. A motivo dell'unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione». Questa trasmissione rimane un mistero che non possiamo comprendere appieno.
     
      77. Quali altre conseguenze provoca il peccato originale?
      In conseguenza del peccato originale la natura umana, senza essere interamente corrotta, è ferita nelle sue forze naturali, è sottoposta all’ignoranza, alla sofferenza, al potere della morte ed è incline al peccato. Tale inclinazione è chiamata concupiscenza.
     
      78. Dopo il primo peccato, che cosa ha fatto Dio?
      Dopo il primo peccato, il mondo è stato inondato di peccati, ma Dio non ha abbandonato l'uomo in potere della morte, ma, al contrario, gli ha predetto in modo misterioso - nel «Protovangelo» (Gn 3,15) - che il male sarebbe stato vinto e l'uomo sollevato dalla caduta. È il primo annuncio del Messia redentore. Perciò la caduta sarà perfino chiamata felice colpa, perché «ha meritato un tale e così grande Redentore» (Liturgia della Veglia pasquale).
     
      Ti saluto e ti benedico.
      Padre Angelo


Pubblicato 24.04.2006

La pagina è stata letta 13996 volte