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Un sacerdote risponde

Mi potrebbe spiegare la prima via di San Tommaso sull'esistenza di Dio, quella sul moto, dove dice che tutto ciò che si muove è mosso da un altro?

Quesito

Caro Padre Angelo,
Io sono un ragazzo che da qualche anno si interessa della questione circa l'esistenza o meno di Dio e quindi nel mio tempo libero spesso leggo testi di carattere religioso cercandovi risposte alle mie domande.
Le scrivo Padre perché spero che lei possa trovare il tempo di spiegare la prima via di San Tommaso d'Aquino, quella sul moto, in particolar modo la parte in cui si spiega come "ogni cosa deve essere mossa da altro".
Mi perdoni se la mia richiesta possa darle noia ma credo che sia importante comprendere il significato delle cinque vie del suo confratello per cercare una risposta ai miei interrogativi.
La ringrazio fin da ora della sua disponibilità.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. volentieri cerco di spiegarti la prima via che conduce all’esistenza di Dio.
Ecco anzitutto le testuali parole della Somma teologica:
“Che Dio esista si può provare per cinque vie.
La prima e la più evidente è quella che si desume dal moto.
È certo infatti e consta dai sensi, che in questo mondo alcune cose si muovono.
Ora, tutto ciò che si muove è mosso da un altro.
Infatti, niente si trasmuta che non sia potenziale rispetto al termine del movimento; mentre chi muove, muove in quanto è in atto.
Perché muovere non altro significa che trarre qualche cosa dalla potenza all'atto; e niente può essere ridotto dalla potenza all'atto se non mediante un essere che è già in atto.
Come il fuoco che è caldo attualmente rende caldo in atto il legno, che era caldo soltanto potenzialmente, e così lo muove e lo altera.
Ma non è possibile che una stessa cosa sia simultaneamente e sotto lo stesso aspetto in atto ed in potenza: lo può essere soltanto sotto diversi rapporti: così ciò che è caldo in atto non può essere insieme caldo in potenza, ma è insieme freddo in potenza. È dunque impossibile che sotto il medesimo aspetto una cosa sia al tempo stesso movente e mossa, cioè che muova se stessa.
È dunque necessario che tutto ciò che si muove sia mosso da un altro.
Se dunque l'essere che muove è anch'esso soggetto a movimento, bisogna che sia mosso da un altro, e questo da un terzo e così via.
Ora, non si può in tal modo procedere all'infinito, perché altrimenti non vi sarebbe un primo motore, e di conseguenza nessun altro motore, perché i motori intermedi non muovono se non in quanto sono mossi dal primo motore, come il bastone non muove se non in quanto è mosso dalla mano.
Dunque è necessario arrivare ad un primo motore che non sia mosso da altri; e tutti riconoscono che esso è Dio” (Somma teologica, I, 2,3).

2. In termini più semplici si potrebbe dire:
Noi vediamo che tante realtà sono in movimento.
In questo momento, ad esempio, sono in movimento i nostri occhi ed è in movimento anche è la nostra intelligenza.

3. Ora tutto ciò è in movimento è mosso da qualcosa d’altro.
I nostri occhi, ad esempio, sono mossi dalla nostra volontà.
La volontà a sua volta è mossa dal nostro io.
Il nostro io muove perché a sua volta è mosso da un agente che lo ha fatto venire in questo al mondo, ricevendo la possibilità di muovere.
Perché da se stesso il nostro io era nulla.
E da nulla non poteva venire fuori di propria volontà.

4. Questo nostro io è stato messo al mondo da altri che a loro volta sono stati messi al mondo da altri.
Ma in questa serie non si può andare all’infinito. Perché tutti questi esseri non si sono mossi da se stessi per venire al mondo.
Tutti in se stessi - per quanto riguarda l’esistenza - erano degli zeri.
Ma da una serie infinita da zeri non si può tirare fuori altro che degli zeri.
Solo se c’è un uno davanti, allora questi zeri non sono più zeri, ma diventano capaci di comunicare movimento.
E questo uno che davanti è uno che non è stato messo da nessuno.
E questi è Colui che chiamiamo Atto puro, o anche Dio.

5. Desidero ricordare anche che non sono le prove dell’esistenza di Dio che ci comunicano la fede cristiana, che è di ordine soprannaturale.
Ma sono prove che la giustificano e le danno un fondamento razionale.

6. Mi piace infine ricordare quanto diceva Sant’Agostino, il quale affermava che la vista di Dio o la conoscenza di Dio è proporzionata alla purezza del cuore.
“Tu mi chiedi: Mostrami il tuo Dio. E io ti rispondo: Guarda un po’ dentro il tuo cuore.
Dio vuol venire nel tuo cuore e tu indugi a pulirgli la dimora?
Egli non ama abitare con l’avarizia, con la donna immonda…” (Sermone 261,5).

7. Ma prima di Sant’Agostino Gesù aveva detto: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
E anche quel grande spirito repubblicano e padre della patria che è stato Giuseppe Mazzini diceva qualcosa di simile quando affermava  che “il primo ateo fu senza dubbio un uomo che aveva celato un delitto” (Doveri dell’uomo, II). E cioè uno al quale si era adombrata l’intelligenza.
Egli stesso aveva detto che “Dio esiste. Noi non dobbiamo né vogliamo provarvelo; tentarlo ci sembrerebbe bestemmia, come negarlo follia” (Doveri dell’uomo, II).

Sono contento di averti dato con San Tommaso una risposta che può consolidare la tua fede e la tua ricerca di Dio.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 18.07.2018

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