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Un sacerdote risponde

Si sta diffondendo una pratica che vuole mettere in contatto con i morti attraverso luci, suoni e profumi; che dire in proposito?

Quesito

Rev. mo Padre Angelo,
Mi rivolgo a Lei per essere illuminata su un dubbio .
Si sta diffondendo un'informazione relativa alla vicinanza dei nostri cari defunti (per vicinanza intendo proprio quella concreta) che si manifesterebbe attraverso luci, suoni e profumi.
Sono una cattolica convinta e praticante; so che la Santa Chiesa proibisce rituali aberranti tipo sedute spiritiche, ecc., ecc.
Come interpretare questa informazione che circola nei social media?
Come atto di pietà per chi soffre e rimpiange persone scomparse?
Si devono rifiutare in maniera netta queste suggestioni?
Grazie per un Suo chiarimento in merito.
Un rispettoso saluto
Antonia


Risposta del sacerdote

Cara Antonia,
1. non si può negare a priori che persone senza particolari disturbi psichici possano avvertire i fenomeni da te indicati: luci, suoni e profumi.
Come vedi, mi riferisco a persone psichicamente sane, perché se si tratta di persone disturbate i fenomeni non sono neanche da prendere in considerazione.

2. È chiaro che i morti, proprio per il fatto che sono morti, non possono produrre luci, suoni e profumi.
Noi che siamo vivi non siamo capaci di produrre tali realtà senza mezzi.
A fortiori i morti, dei quali su questa terra rimane solo il cadavere in decomposizione o in cenere.

3. Questi fenomeni invece non trascendono il potere degli esseri spirituali, e cioè degli angeli, sia di quelli santi, sia di quelli ribelli (i demoni).
Gli angeli per volontà di Dio possono far emanare luci, profumi, suoni dai cadaveri di alcune persone.
Di fatto numerosi corpi di santi sono stati oggetto di questi segni, che non rendono santa una persona, ma possono manifestarla.
La santità è data dall’esercizio sublime delle virtù e principalmente dalla carità.

4. Anche i demoni, essendo di natura angelica, per permissione divina possono compiere attorno ai cadaveri analoghi fenomeni.
Dio ha i suoi motivi se permette tali azioni.
Penso che il primo motivo sia questo: di persuaderci che la santità non sta in questi fenomeni, ma in ben altro.
Come ho detto poco sopra, la santità consiste principalmente nell’esercizio della carità che secondo San Paolo si manifesta così: “La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1 Cor 13,4-7).
Nello stesso tempo Dio lo permette perché desideriamo soprattutto essere santi ed essere difesi dal maligno piuttosto che essere circondati da tali effetti.

5. Credo anche che il Signore voglia dirci di stare lontano dal desiderio di contattare i nostri morti attraverso questi mezzi perché è facile rendersi oggetto delle incursioni del demonio.
Non dobbiamo dimenticare che il demonio quando produce il bene lo fa sempre per ingannare e per portarci a sé.

6. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche.
Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli” (CCC 2117).
E: “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l’avvenire… Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo” (CCC 2116).
Secondo la morale cristiana costituiscono peccato grave.
Sotto il profilo soggettivo vi può essere diminuzione di responsabilità.
Ma gli effetti purtroppo sono gli stessi.
Consapevolmente o meno, di fatto con tali pratiche si apre la porta al nostro avversario, che, quando viene, viene solo “per rubare, uccidere e distruggere” (Gv 10,10).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 12.05.2018

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