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Un sacerdote risponde

Quando preghiamo una Persona divina trascuriamo le altre? E che dire di tante devozioni che altri hanno, ma io no?

Quesito

Carissimo padre Angelo,
per prima cosa voglio ringraziarla per i tanti dubbi che ha sciolto a me e ad altre persone... e poi vorrei esporle qualche altro dubbio che ho sulla preghiera:
1) quando si prega una delle 3 Persone della Santissima Trinità, automaticamente ci si rivolge anche alle altre 2 Persone e quindi a tutta la Trinità?
Le faccio questa domanda perchè prego, lodo e ringrazio molto Gesù, un pò meno il Padre e quasi per niente lo Spirito Santo e suppongo che anche gli altri facciano la stessa cosa visto che una volta il sacerdote della mia parrocchia definì lo Spirito Santo: il grande dimenticato!
2) Non ho molto tempo per pregare per cui recito solo il Rosario tutti i giorni, poi faccio delle preghiere al mio angelo custode e al santo di cui porto il nome.
Invece vedo molte persone che invocano diversi santi e angeli, soprattutto i 3 arcangeli, san Giuseppe, sant'Antonio, san Pio, santa Rita, gli Apostoli, i santi patroni del nostro paese e altri.... sbaglio a non avere devozioni per molti santi?
A parte Dio, la Madonna, il mio angelo custode e il santo di cui porto il nome (san Rocco) mi consiglierebbe di essere devoto di altri santi o angeli?
Se sì, di quale santo o angelo mi consiglia la devozione?
3) Sento sempre la frase che bisogna pregare con il cuore.... ma non riesco a comprenderla... cosa significa pregare con il cuore? Mi potrebbe fare un esempio?
Cordiali Saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. le tre Persone divine sono l’unico Dio.
Va evitato l’equivoco di trattare con ognuna come se si trattasse di tre Dei.
Di fatto, per circuminsessionem (dicono i teologi) dove c’è l’una c’è altra l’altra.
Nessuna ha niente che non vi sia anche nell’altra, a parte la relazione (sempre come dicono i teologi) per cui una è generante, l’altra generata e la terza procedente.

2. Si dice anche che lo Spirito Santo sia il grande dimenticato.
Ma ogni volta che preghiamo siamo già sotto l’azione dello Spirito Santo che influisce in noi con grazie di vario tenore.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che Gesù ci ha insegnato a pregare così: “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli…” (Mt 6,9).
E ha pure detto: “perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda” (Gv 15,16).

3. Ecco che cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Pregando il Padre «nostro» ci rivolgiamo personalmente al Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Non dividiamo la divinità, poiché il Padre ne è «la sorgente e l’origine», ma confessiamo in tal modo che il Figlio è eternamente generato da lui e che da lui procede lo Spirito Santo.
Non confondiamo neppure le Persone, perché confessiamo che la nostra comunione è con il Padre e il Figlio suo, Gesù Cristo, nel loro unico Santo Spirito.
La Santissima Trinità è consustanziale e indivisibile.
Quando preghiamo il Padre, Lo adoriamo e Lo glorifichiamo con il Figlio e lo Spirito Santo” (CCC 2789).

4. Sulla vita di preghiera: ognuno costruisce la propria vita di preghiera a seconda della sua professione, delle sue necessità, della sua indole.
Certo vi sono delle preghiere raccomandate a tutti direttamente dal Cielo, come quella del Santo Rosario.
E fai bene a recitare questa preghiera che è preziosissima.
Ma per le altre devozioni private o personali dobbiamo tenere il criterio formulato così da Sant’Agostino: “Vedevo la Chiesa popolata di fedeli che avanzavano, l'uno in un modo, l'altro in un altro” (alius sic, alis sic ibat; Confessioni, VIII, 1,2).
Pertanto ognuno può fare secondo ciò che crede meglio.

5. Sono persuaso anche che tante devozioni vengano suscitate in noi dallo Spirito Santo il quale ci spinge verso una direzione o verso un’altra a seconda delle nostre necessità.
Succede poi che dalle grazie e dagli aiuti che si ricevono ci si affeziona a certe devozioni più che ad altre e non le si lascia più.
Questo è il motivo per cui alcune persone che pregano in un modo e altre in un altro.
Pertanto, più che darti consigli pratici, ti dico: lasciati guidare dallo Spirito Santo.
Sarà lui a guidarti alle devozioni che saranno più conformi alla tua indole e alle tue necessità.

6. La preghiera del cuore è quella preghiera che zampilla in continuazione come una sorgente dal fondo dell’anima in ogni momento e in ogni circostanza della vita.
È la preghiera del pellegrino russo che girava nei vari monasteri alla ricerca di un aiuto pratico che lo tenesse sempre in comunione con  Dio.
L’ha trovato nell’invocazione del cieco di Gerico: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!» (Lc 18,38).
Questa preghiera la diceva sempre e gli sgorgava spontaneamente dal cuore di giorno e di notte.

7. Scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La preghiera del cuore, consueta presso gli orientali è chiamata «preghiera di Gesù», dice: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore».
Parecchi cristiani muoiono con la sola parola «Gesù» sulle labbra, come santa Giovanna d’Arco” (CCC 435).

Con l’augurio che anche tu possa giungere alla preghiera del cuore, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 16.04.2018

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