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Un sacerdote risponde

Le chiedo se commetto peccato se cerco di unirmi, anche se infruttuosamente, con mia moglie

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
il giorno 06.07.17 Le ho inviato una mia e-mail con oggetto: richiesta di aiuto. Non conosco i tempi delle sue risposte, per cui ogni tanto controllo la mia posta oppure mi collego al sito www.amicidomenicani.it. Non so neppure se la Sua risposta sarà privata o pubblica. Non avendo ricevuto nessuna risposta da parte sua, temo che la mia richiesta non le sia pervenuta, pertanto ho deciso di rinviargliela come copia conforme. In attesa della sua risposta La saluto sentitamente.
T.

Caro Padre Angelo,
ho 77 anni, sono sposato da circa 47, ho due figli e due nipoti. Con mia moglie abbiamo avuto un’intesa direi ottima, in tutte le sfaccettature della vita sia familiare che sessuale. Siamo cattolici praticanti e cerchiamo di vivere la nostra vita il più conformemente possibile agli insegnamenti di Gesù e della sua Chiesa. Da un po’ di tempo ho un problema. Pur avendo lo stimolo ormonale e continuando a desiderare sessualmente mia moglie, non ho più un’erezione da poter penetrare. A volte nel tentativo di farlo, ho l’eiaculazione all’esterno della vagina, ma all’interno della mia vescica avendo subito la recisione dei canali seminali in un intervento alla prostata. Sono in peccato? Ho provato tante volte a resistere, ma dopo tanti sforzi cado nel peccato solitario. Puntualmente me ne pento e cerco di ritrovare l’amicizia con Dio nella santa confessione. Le chiedo nuovamente commetto peccato se cerco di unirmi, anche se infruttuosamente, con mia moglie? La ringrazio anticipatamente della sua risposta ed essendo in questo momento, credo, in grazia di Dio, La saluto e Le chiedo di ricordarmi nelle sue preghiere. Anche io pregherò per Lei perché il Buon Dio Le conceda tutte le grazie necessarie per continuare proficuamente il suo apostolato. Dio la benedica, suo in Gesù e Maria.
T.


Risposta del sacerdote

Caro T.,
1. sono giunto a rispondere alle mail di gennaio. Ma con te questa volta faccio un’eccezione.
Vengo subito al problema.

2. Se nel tentativo di unirti a tua moglie l’eiaculazione avviene prima, questo non dipende da te.
È un incidente di percorso, non voluto e per tanto non imputabile.

3. Ugualmente anche il fatto che l’eiaculazione non avvenga all’esterno, ma all’interno non dipende da te.
C’è peccato quando si vuole alterare il disegno di Dio sulla sessualità e sull’amore umano.

4. È chiaro a questo proposito l’insegnamento di Pio XI nella Casti Connubii: “La Chiesa cattolica, cui lo stesso Dio affidò il mandato di insegnare e di difendere la purità e onestà dei costumi, proclama altamente per mezzo della nostra parola, in segno di sua divina missione, e nuovamente sentenzia: che qualsivoglia uso del matrimonio, in cui per l’umana malizia l’atto sia destituito dalla sua naturale virtù procreatrice, va contro la legge di Dio e della natura e coloro che osino commettere tali azioni si rendono rei di colpa grave” (CC 20).

5. Ora nei tuoi tentavi e nell’incapacità di eiaculare esternamente non c’è alcuna umana malizia e pertanto non compi alcun peccato grave.

6. Cadere invece nel peccato solitario è un’alterazione palese del disegno di Dio sulla sessualità e sull’amore umano.
Qualora succedesse, poiché si tratta di peccato grave, devi confessarti, come già fai.
Solo così trovi ristoro per la tua anima.

7. Se invece cerchi di unirti a tua moglie e questo tentativo risulta inefficace non commetti peccato. Da parte tua infatti fai quanto puoi.
Ma commetti peccato se vedendo che risulta inefficace concludi volontariamente col peccato solitario.

Ti ringrazio della fervida preghiera che hai fatto per me.
La contraccambio volentieri e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 06.01.2018

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