Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Teologia spirituale => Generale => Ho letto un'affermazione relativa alla volontà di Dio in cui si dice che Dio da criteri e non ricette

Un sacerdote risponde

Ho letto un'affermazione relativa alla volontà di Dio in cui si dice che Dio da criteri e non ricette

Quesito

Buongiorno p. Angelo,
grazie dei consigli che mi date ora vengo a voi per un altro suggerimento circa "il fare la volontà di Dio".
P. Maurizio Costa, gesuita, nel suo libro "la direzione spirituale e il discernimento", fra l'altro, si chiede del modo di concepire il "fare la volontà di Dio", affermando che Dio da criteri e non ricette. Nel concepire "il fare la volontà di Dio" padre Maurizio ci illustra due posizioni sbagliate: la prima posizione, ottica esclusivamente soggettivistica con la quale si identifica la volontà di Dio con la coerenza al dettame della propria coscienza totalmente autonoma, in pratica con quel che si sente interiormente, indipendentemente con la verità, con Dio, la tentazione di sempre: "sarete come Dio, conoscitori del bene e del male" (Genesi 3,5) fin a identificare la verità "con la mia verità" . La seconda posizione è l'opposta: eseguire materialmente la volontà di Dio. E' l'errore opposto rispetto al precedente. Si sottolinea talmente la dipendenza dell'uomo da Dio, da dimenticare che esso gode, in quanto essere libero, di una vera autonomia. In pratica si viene a negare la libertà dell'uomo fino ad annullare la responsabilità  stessa dell'uomo. All'uomo non resterebbe che una semplice esecuzione esterna del disegno di Dio, come potrebbe essere il caso del muratore che traduce in opera il disegno della casa dell'architetto. In tal caso Dio non prenderebbe sul serio la libertà dell'uomo da lui stesso creata. Il Costa continua dicendo che il disegno salvifico i Dio non è un dato già tutto ben preconfezionato come il disegno dell'architetto. Dio è un pedagogo: vuole renderci capaci di scegliere secondo il suo cuore e nello stesso tempo essere collaboratori attivi nella costruzione del suo Regno. Egli non ci assicura l'esenzione di qualsiasi pericolo di sbaglio. Noi dobbiamo affidarci totalmente al suo amore misericordioso. 
Carissimo p. Angelo, sinceramente, per quanto sopra, faccio difficoltà a comprendere il vero modo di concepire "il fare la volontà di Dio" in quanto l'opinione classica era la seconda posizione che esiste un progetto di Dio e che noi siamo chiamati a scoprirlo e realizzarlo, ma per quanto capisco, per padre Maurizio è un concepire "il fare la volontà di Dio" sbagliato; pertanto se con la vostra competenza, e semplicità e chiarezza vorreste venirmi incontro ne sarei contentissimo.
Grazie di tutto e cordiali saluti.
p. Egidio Maria


Risposta del sacerdote

Caro Padre Egidio,
1. credo che vi sia un equivoco di fondo.
Padre Costa parla della volontà di Dio nel discernimento e nella direzione spirituale, non della volontà di Dio in generale.
Quello relativo al discernimento è uno dei modi in cui si manifesta la volontà di Dio.

2. Secondo il Padre Garrigou Lagrange la volontà di Dio si esprime in cinque maniere:
attraverso i precetti,
le proibizioni,
lo spirito dei consigli evangelici,
gli avvenimenti voluti
o permessi da Dio (cfr. r. garrigou-lagrange, La provvidenza e la confidenza in Dio, 2, 7).

3. I precetti sono i comandi, come ad esempio: onora il padre e la madre.
Le proibizioni sono i divieti contenuti nel decalogo, come ad esempio non uccidere, non commettere atti impuri, non rubare…).
Questa prima distinzione è importante perché come ricorda Giovanni Paolo II nell’enciclica Veritatis splendor i precetti o comandi di fare qualche cosa (precetti morali positivi) obbligano sempre ma non in ogni momento.
Mentre le proibizioni (precetti morali negativi) obbligano sempre e in ogni momento.

4. Questi precetti e queste proibizioni sono universalmente validi e obbligano tutti gli uomini.
Grosso modo sono presenti nei dieci comandamenti.

5. Il Padre Garrigou Lagrange parla poi di avvenimenti e di permissioni che rientrano nella volontà di Dio.
Per avvenimenti s’intendono quelli buoni. Ad esempio che esista l’ordine dei frati minori (francescani) o dei frati predicatori (domenicani) è senza dubbio una cosa buona.
L’approvazione fatta dalla Chiesa, la fioritura di santi che hanno prodotto il bene immenso che hanno portato alla Chiesa e all’umanità non può che condurci a dire che Dio li ha voluti e suscitati nei cuori di Francesco e di Domenico.
Così pure che noi esistiamo è senza dubbio volontà di Dio.

6. Accanto agli avvenimenti il Padre Garrigou Lagrange menziona le permissioni.
Ora le permissioni hanno per oggetto il male, il peccato, che Dio non vuole in nessun modo. Tuttavia lo permette per disegni più grandi.
In questo senso le permissioni rientrano tra gli ingredienti della volontà di Dio.
Sia chiaro che il Signore non li vuole in nessun modo.
Ma avendo creato gli angeli e gli uomini con la libertà implicitamente ha permesso che derogassero dalla verità.

7. Infine vi è l’ambito dei consigli, che padre Garrigou chiama evangelici, ma che non si identificano esclusivamente con i voti di povertà, castità e obbedienza.
Hanno a che fare con le ispirazioni di Dio e anche con i talenti di natura che ognuno di noi possiede.
A questo proposito in una risposta pubblicata il 15 maggio 2017 ho detto come si manifestano e come si decifrano.
Mi permetto di riprendere alcune affermazioni:
1. il progetto del Signore su ognuno di noi è generale: ci chiama alla santificazione, alla piena comunione con Lui. Sulle strade concrete per realizzare questo obiettivo ci lascia liberi e presenta a noi una pluralità di realizzazioni. Dice la Sacra Scrittura: “Egli da principio creò l’uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere” (Sir 15,14).
2. La pluralità di realizzazioni è in qualche modo scritta nelle potenzialità che ognuno possiede. La via più giusta la chiamiamo anche progetto di Dio. Ma questa è sempre scritta dentro di noi. È nelle nostre stesse potenzialità.
3. Nei vari tentativi per realizzare il progetto generale di Dio, possiamo prendere degli abbagli, sbagliare, perdere tempo. Ma non tutto è perso. Il Signore sa volgere anche i nostri errori al servizio di un bene più grande. Non c’è solo una maniera per realizzare la chiamata divina.

8. Ebbene, ecco l’equivoco. Mentre padre Costa in quel capitolo parla della volontà di Dio in riferimento alla direzione spirituale (consigli evangelici), tu invece l’intendi in maniera generale, e cioè in tutte le cinque maniere di cui parla il Padre Garrigou Lagrange, all’interno delle quali c’è anche la volontà di Dio o progetto di Dio che emerge dalla direzione spirituale).

Ti ringrazio per la fiducia, ti auguro un fecondo ministero e ti ricordo volentieri al Signore.
Padre Angelo


Pubblicato 13.11.2017

La pagina è stata letta 810 volte