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Un sacerdote risponde

I sacerdoti che hanno lasciato il ministero e poi sposatisi, non sono da equiparare ai divorziati risposati?

Quesito

Buonasera padre Angelo.
Ho scoperto il suo valido servizio di risposta intorno alle numerose questioni della fede. Di giorno in giorno scopro sempre nuove cose.
Vorrei chiederle: i sacerdoti che hanno lasciato il ministero e poi sposatisi, non sono da equiparare ai divorziati risposati? Il sacramento dell'ordine non è indissolubile?
La ringrazio in anticipo per la risposta.
Michele P.


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. va ricordato anzitutto che il celibato sacerdotale non è di diritto divino, ma di diritto ecclesiastico.
In altre parole Cristo non ha legato l’ordine sacro all’essere esenti dal matrimonio.
Pertanto la Chiesa potrebbe ordinare sacerdoti anche degli uomini sposati.
Di fatto la Chiesa cattolica di rito orientale ha preti sposati, sebbene non tutti.

2. Che i sacerdoti debbano essere celibi è una prescrizione che risale al Concilio di Cartagine del 390.
Questo Concilio ricorda che fin dall’antichità apostolica vi erano presbiteri e vescovi non sposati. Il canone di questo Concilio dice così: “Conviene che quelli che sono al servizio dei divini misteri siano perfettamente continenti affinché ciò che hanno insegnato gli apostoli e ha mantenuto l’antichità stessa, lo osserviamo anche noi” (cfr. i. de la potterie, Il fondamento biblico del celibato sacerdotale, in Solo per amore. Riflessioni sul celibato sacerdotale, pp. 14-13).

3. Certo la Chiesa non può dispensare da ciò che è di diritto divino. Ad esempio non potrà mai dispensare dall’indissolubilità del matrimonio oppure anche dal ricevere la Santa Comunione in grazia di Dio.
Ma il celibato sacerdotale è di diritto ecclesiastico e per questo la Chiesa può dispensare perché questa norma l’ha stabilita lei.

4. Tu domandi: ma il sacramento dell'ordine non è indissolubile?
Certo, con l’ordine sacro vi è un legame che s’instaura tra il sacerdote e Cristo.
Non si tratta di un legame di ordine morale, ma ontologico. Infatti con l’Ordine sacro il sacerdote riceve un sigillo (chiamato anche “carattere”) che è indistruttibile.
Nessuno potrà cancellare questo marchio che viene impresso nella sua anima col rito dell’Ordinazione.
Per cui nel caso che un sacerdote andasse all’inferno, ci va anche con il marchio o sigillo sacerdotale. E questo – a detta degli autori spirituali -costituirà per lui un ulteriore motivo di sofferenza.
Ma questo legame di per sé non è un legame che richiede il celibato.

5. Sicché nel caso che uno lasciasse il sacerdozio, a dire il vero lascia il ministero sacerdotale, ma non il sacerdozio.
Rimane prete anche se si sposa.
In quel momento diventa un prete sposato, anche se la Chiesa gli impedisce di esercitare il ministero a motivo del venir meno alla parola data e della sua condizione di non essere più celibe.
Ci sono stati casi in cui, morta la moglie, alcuni hanno chiesto e ottenuto di esercitare di nuovo il ministero.

6. Pertanto, come vedi, il legame indissolubile che il sacerdote contrae con Cristo di per sé non prevede il celibato.
E per questo la Chiesa come l’ha introdotto così lo può togliere o ne può dispensare.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 07.10.2017

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