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Un sacerdote risponde

Durante una catechesi il relatore ha chiesto se fosse più grave come peccato la bestemmia o un omicidio

Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio per la sua pazienza nel leggere e rispondere alle nostre domande; è uno strumento davvero utile per accrescere la nostra formazione cattolica, Dio gliene renderà il giusto merito.
Se possibile, le chiedo un chiarimento: durante una catechesi il relatore ha chiesto se fosse più grave come peccato la bestemmia o un omicidio.
Dopo un dibattito la sua risposta è stata che è la bestemmia perché offende direttamente Dio, mentre l’omicidio, anche se “umanamente” sembra più grave, offende una creatura e non il Creatore.
Da questa risposta si è aperto un dibattito fra noi con posizioni diverse su chi condivideva e chi invece aveva dei dubbi perché uccidendo la creatura si offende anche il Creatore; però sono nostri semplici ragionamenti non supportati da conoscenza teologica e anche guardando su internet ho trovato pareri discordanti.
La ringrazio già da ora del chiarimento e prego per Lei. Buona continuazione.
Chiara


Risposta del sacerdote

Cara Chiara,
1. ti riporto il pensiero di San Tommaso, che il principe dei teologi:
“Se confrontiamo l'omicidio e la bestemmia secondo i loro oggetti, è chiaro che la bestemmia, offendendo direttamente Dio, è più grave dell'omicidio, che è un peccato contro il prossimo.
Invece in rapporto al danno che arrecano, è più grave l'omicidio: infatti è più dannoso al prossimo l'omicidio, di quanto non sia dannosa a Dio la bestemmia.
Ma nel considerare la gravità della colpa si deve badare più all'intenzione della volontà perversa, che agli effetti dell'atto che viene compiuto.
Perciò assolutamente parlando chi bestemmia pecca più gravemente di chi uccide, poiché intende menomare l'onore di Dio.
Tuttavia l'omicidio è il primo tra i peccati contro il prossimo” (Somma teologica, II-II,13,3, ad 1).

2. Come vedi, è necessario fare delle distinzioni.
Parlando della bestemmia San Tommaso dice: “assolutamente parlando” e cioè in teoria.
Infatti chi bestemmia intende colpire Dio (la parola bestemmia significa proprio questo: colpire).
Chi bestemmia detesta Dio con la sua parola e con la sua volontà. Se potesse, vorrebbe che non esistesse.
E certamente questo in se stesso è il più grave di tutti i peccati. È un rivoltarsi contro il proprio Creatore, contro Colui che in quel momento gli sta concedendo l’esistenza, la capacità di pensare, di amare e di parlare.
È il peggio che si possa immaginare.

3. Chi commette omicidio colpisce l’uomo.
Ma nella bestemmia si vuole colpire un bene più grande che è quello stesso del Creatore, di Dio.
Mentre nell’omicidio si lede un bene della creatura.

3. Tuttavia, come sottolinea San Tommaso, per quando riguarda gli effetti l’omicidio è più grave della bestemmia perché “è più dannoso al prossimo, di quanto non sia dannosa a Dio la bestemmia”.
Infatti l’omicidio priva l’uomo della sua stessa vita, che è il suo bene fondamentale, senza del quale non si possono godere neanche gli altri beni.
Chi bestemmia invece non priva Dio di nulla, perché Dio rimane perfettissimo come prima, anche dopo che è stato colpito.
Chi bestemmia priva invece se stesso della vita di Dio, cosa che avviene anche nell’omicidio.

4. Pertanto, considerando gli effetti:
- chi bestemmia priva se stesso della vita di Dio.
- Chi uccide priva se stesso della vita di Dio e priva della vita anche un’altra persona.
Pertanto per quanto riguarda gli effetti la bestemmia è più grave dell’omicidio.

5. Va tenuta presenta anche un’altra cosa.
È vero che chi bestemmia di per sé intende detestare Dio.
Ma il più delle volte non lo si vuole detestare. Si tratta di una pessima abitudine di intercalare i propri discorsi.
Ciò non toglie che sia un peccato grave, e cioè mortale.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 12.07.2017

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