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Un sacerdote risponde

Due domande sul governo del mondo da parte di Dio

Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo chiederLe, se Dio è onnipotente, onnipresente, e onnisciente perchè lascia che accadano tante violenze contro persone innocenti? Io mi rifiuto di credere che sia perchè Lui non può impedirle...
spesso mi chiedo: noi abbiamo davvero il potere di decidere della nostra vita oppure non facciamo altro che mettere in pratica ciò che è scritto nel nostro destino?

La ringrazio in anticipo per il Suo tempo.
Le porgo un affettuoso saluto
Erika (19 anni)


Risposta del sacerdote

Cara Erika,
1. Dio permette che accadano violenze contro persone innocenti perché ci ha creati con la libertà. E se non la rispettasse, si comporterebbe con noi come un burattinaio con le marionette.
Dio non è un deus ex machina, come pensano i pagani, vale a dire un Dio che all’improvviso salta fuori e mette tutto a posto.
Permette le violenze per tanti motivi. Io adesso te ne dico uno: perché gli uomini si rimbocchino le maniche e si diano dei principi che garantiscono il rispetto per tutti e si mettano tutti di buona volontà perché, se questo non avviene, è inevitabile il degrado e lo sfascio sociale.
Noi invece, anche con la nostra legislazione, ci vogliamo concedere tutto, perfino le cose più schifose. E poi vorremmo che Dio intervenisse per non subirne le conseguenze. Vogliamo in altri termini “la botta piena e la moglie ubriaca”.

2. Credo però che la risposta più profonda alla tua domanda ce la dia Dio stesso in Gesù Cristo. In Gesù crocifisso trovi racchiuso tutto il dramma del dolore innocente.
Se Dio non avesse sofferto in Cristo, la sua risposta sul dolore sarebbe astratta, accademica.
Ma nel dolore di Cristo crocifisso noi comprendiamo almeno in parte il mistero del dolore degli innocenti, chiamati a partecipare alla redenzione del mondo.
Sono loro, gli innocenti, che insieme con Gesù l’Agnello innocente, soffrono e offrono per la redenzione del mondo, e preparano per sé e per gli altri una magnifica ricompensa.
Giovanni Paolo II, che ha sperimentato la sofferenza nel suo corpo, amava ripetere una grande affermazione del Concilio Vaticano II: “Per Cristo e in Cristo riceve luce quell’enigma del dolore e della morte, che al di fuori del suo Vangelo ci opprime” (Gaudium et spes, 22).
E poi di una cosa siamo certi, cara Erika: che Dio non permetterebbe crimini così grandi se da tutto questo non potesse trarne benefici ancora più grandi.
Ma tutto deve essere giudicato secondo la logica dell’eternità e non dei beni caduchi di questo mondo.

3. Il concetto del destino, secondo cui tutto sarebbe già prefissato, è un concetto pagano, che mette gli uomini in balìa del volere capriccioso degli dei.
Ognuno di noi, invece, ha coscienza di essere libero. Quando diciamo una bugia, ad esempio, sappiamo bene che è in nostro potere dire la verità o nasconderla.
La S. Scrittura è chiara: “Egli (Dio) da principio creò l’uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere” (Sir 15,14).
Nei giorni della propria vita terrena ognuno costruisce il proprio futuro eterno.
Le nostre azioni, che sono perfettamente nostre perché decretate dalla nostra volontà, sono cariche di enormi responsabilità. Non possiamo imputarle agli altri o al cieco destino. In questo caso si dovrebbero sgomberare le prigioni, perché nessuno sarebbe responsabile di ciò che ha fatto. Tutt’al più le prigioni servirebbero solo per internare una persona e impedire che il destino, attraverso di lei, si scagli contro gli altri. Ma questo ci sembra sciocco solo al pensarlo.
Siamo liberi, dunque. E sopra la nostra libertà, veglia Dio il quale ci accorda la sua luce (Legge) e il suo aiuto (la Grazia) per essere autenticamente liberi, per fare il bene ed evitare il male.

Ti saluto, ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 23.06.2007

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