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Un sacerdote risponde

Potrebbe aiutarmi a capire cos'è la visione intellettiva?

Quesito

Caro padre Angelo,
potrebbe aiutarmi a capire cos'è la visione intellettiva?
Il fondatore del cammino neocatecumenale ha dichiarato che la Madonna gli è apparsa in una visione intellettiva invitandolo a creare comunità che rispecchino la Sacra Famiglia di Nazareth. Non avendo mai sentito parlare di questo tipo di visioni mi piacerebbe capirne di più. La ringrazio per l'attenzione che mi vorrà dare.
Che il Signore la benedica e la accompagni sempre!
Concetta


Risposta del sacerdote

Cara Concetta,
1. vi sono tre tipi di visioni: quelle corporali (che si attuano attraverso la percezione dei sensi esterni), quella immaginarie (si percepiscono nei sensi interni della memoria e dell’immaginativa) e quelle intellettive o intellettuali.
Le prime due avvengono mediante il corpo, nei suoi sensi esterni o interni.
Le terze avvengono direttamente nell’intelletto, che è una facoltà dell’anima,

2. Le visioni intellettuali consistono in una conoscenza soprannaturale che si produce mediante una semplice visione dell’intelligenza senza la mediazione di un’immagine sensibile.
Nulla vieta tuttavia che talvolta possano essere accompagnate anche da quelle sensibili.

3. Mentre le altre visioni scompaiono presto, quelle intellettuali invece possono durare molto.
Scrive Santa Teresa che di queste visioni se ne intendeva: “Questa visione non è come l’immaginaria che passa presto, ma dura molti giorni e alle volte più d’un anno” (Castello interiore, Seste mansioni, 8, 2).
Si riconosce che vengono da Dio per gli effetti che producono: pace intima, santa gioia, profonda umiltà, adesione incrollabile alla virtù.

4. Secondo i teologi le visioni intellettuali possono essere di due tipi: oscure e indistinte, oppure chiare e distinte.
Le prime attestano la presenza di un oggetto con grande certezza, ma senza alcun particolare sulla sua natura intima. A volte sono molto durature e producono nell’anima grandi sentimenti di rispetto e di amore.
S. Teresa ne parla così: "Il giorno della festa del glorioso S. Pietro, essendo in orazione, vidi o per dir meglio (perchè non vidi nulla né con gli occhi del corpo né con quelli dell’anima) sentii vicino a me N. S. Gesù Cristo e vedevo che era lui che mi parlava. Siccome ignoravo completamente che vi potessero essere simili visioni, ne concepii un gran timore da principio e non facevo altro che piangere. Invero, non appena questo adorabile Signore mi diceva una sola parola per rassicurarmi, io rimanevo, come il solito, calma, contenta e senza alcun timore. Mi pareva che egli camminasse al mio fianco: nondimeno, siccome non era una visione immaginaria, io non vedevo sotto qual forma. Conoscevo solo in modo molto chiaro ch’egli era sempre al mio fianco destro; ch’egli vedeva tutto ciò che facevo; e per poco che io mi raccogliessi o non fossi estremamente distratta, non potevo ignorare che egli fosse vicino a me” (Vita, 27,2).
“Queste visioni intellettuali, invece di passare prontamente come le immaginarie, durano parecchi giorni e a volte più di un anno” (Vita, 27,2).

5. A volte invece le visioni intellettuali avvengono in maniera chiara e distinta.
A questo riguardo dice ancora S. Teresa: "Avviene che l’anima, essendo in orazione e con una intera libertà dei sensi viene fatta entrare da Nostro Signore in un’estasi in cui le vengono rivelati segreti così grandi che ella crede di vedere in Dio stesso.
Benché io usi questa parola ‘vedere’, tuttavia l’anima non vede nulla perché non è questa una visione immaginaria in cui le venga rappresentata la SS. Umanità di Gesù Cristo. È una visione intellettuale che fa conoscere all’anima in qual modo tutte le cose si vedano in Dio e come esse sono tutte in lui.
Questa visione è utilissima: nonostante la sua breve durata, che non è che d’un momento, essa rimane profondamente scolpita nella mente” (Castello interiore, Seste mansioni, 10, 2).

6. Queste visioni sono legate all’esperienza dei doni dello Spirito Santo della Sapienza e dell’Intelletto o anche al carisma della Profezia.
Difficilmente sono causate dal demonio. Dice S. Giovanni della Croce: “Il demonio non potrebbe immischiarsi in un favore ad un tempo così elevato e profondo: non è in suo potere operare qualcosa di paragonabile né di spandere nell’anima dolcezze e delizie simili...
Nondimeno potrebbe con falsa apparenza cercare di imitare Iddio e rappresentare nell’anima cose sublimi o procurarle una specie di saziamento sensibile e persuaderla nel medesimo tempo che sta lì veramente la visione di Dio. La sua astuzia può giungere fino a tal punto, ma esso rimane sempre impotente a penetrare nel foro interno dell’anima” (Salita al Monte Carmelo, II, 26).
Le visioni prodotte dal demonio non rassomigliano per niente agli effetti delle altre. Le visioni del demonio inclinano alla presunzione, alla stima di sé, alla vana compiacenza... generano la freddezza e l’aridità... il loro ricordo è arido e secco, incapace di produrre quei frutti di umiltà e di carità che le visioni divine sono solite produrre” (Ib., II, 24).

7. Le visioni intellettuali non sono direttamente legate alla santità di una persona.
Dio le potrebbe accordare a chiunque.
Ma quando sono legate al dono dell’intelletto e della sapienza sono sempre unite allo stato di grazia e non di rado ad un grado abbastanza elevato, come avvenne nel caso di santa Teresa d’Avila.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 29.04.2017

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