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Un sacerdote risponde

Sono uno studente di matematica di recente convertito a Cristo e mi domando se gli studi che sto facendo siano inutili rispetto a una possibile chiamata al sacerdozio

Quesito

Caro Padre Angelo,
sono uno studente di Matematica, conseguirò a breve la laurea triennale e proseguirò quindi con la laurea magistrale. Per la mia materia di studio ho sempre avuto una buona predisposizione e un'accesa passione, ho dato gli esami con ottimi risultati e anche prima della carriera universitaria mi sono distinto nel mio campo. Mi sono convertito al Cristianesimo solo quando avevo 17 anni: inizialmente aderii ad una chiesa evangelica e solo in un secondo momento, tra la quinta liceo ed il primo anno di università, mi sono convertito al Cattolicesimo. Negli ultimi mesi (potremmo dire anche negli ultimi anni), ho sentito nascere in me l'attrazione per il sacerdozio o, comunque, per la vita religiosa. Come potrà capire sono molto ignorante su molte cose, a causa della mia storia personale: devo addirittura ancora ricevere il sacramento della Confermazione! La domanda che intendo porle è molto sciocca, lo confesso, e probabilmente mi giudicherà malamente anche solo per aver pensato una questione simile... Ciò che le chiedo è: se entrassi in seminario o in monastero, che fine farebbero tutti i miei studi di questi anni? Il fatto che io sia "bravo" nel mio ramo di studi è un segno che non sono fatto per la vita religiosa? Talvolta penso che potrei dare tanto al Signore e al mio prossimo come insegnante, universitario o liceale, o che magari potrei fare della buona ricerca, o comunque penso che sarebbe uno "spreco" non continuare a coltivare quello che in fondo è pur sempre un dono di Dio...
La ringrazio anticipatamente per la sua risposta e le rivolgo i miei più cordiali saluti!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento per quello che il Signore sta operando in te.
Ti ha mostrato e ti ha comunicato la sua misericordia perdonandoti i peccati e facendoti entrare all’interno del suo popolo.
Adesso ha acceso in te anche qualcosa d’altro.
Perché l’attrazione per il sacerdozio e la vita religiosa non è nata semplicemente da te. Gesù ha detto: “Nessuno viene a me se il Padre non lo attira” (Gv 6,44).
Il Signore probabilmente ti chiama ad essere tra i suoi prediletti e ti chiama a comunicare agli altri non solo il sapere della matematica, ma il bene più grande che si possa immaginare: Dio stesso, la sua grazia, il suo vangelo, la sua presenza personale nel cuore degli uomini, la salvezza eterna.

2. Non saresti il primo caso di uno studioso di matematica che si fa sacerdote.
Il vescovo della diocesi all’interno della quale io vivo è laureato in matematica.
Un mio confratello, col quale ho convissuto per diversi anni nel medesimo convento (adesso è morto), era laureato in matematica e per alcuni anni l’aveva insegnata nel nostro Seminario.

3. In ogni caso l’insegnamento della matematica e anche la carriera universitaria non sono incomponibili col sacerdozio e la vita religiosa.
Si può essere sacerdoti e fare del bene anche insegnando matematica.
In certi ambienti sarebbe già una grande predica la sola testimonianza della propria vita.

4. In ogni caso, anche se le circostanze non permettessero di continuare con la matematica, gli studi e le fatiche fatte non sarebbero inutili.
A volte il Signore predispone al rigore della teologia e alla precisione del linguaggio teologico anche con lo studio della matematica.
Nel tuo caso potrebbe succedere questo: che un giorno studiando teologia, con la formazione attualmente acquisita, potresti diventare un teologo più bravo, più preciso, più profondo.

5. Sul momento non sappiamo che cosa il Signore possa fare del tuo sapere nella matematica.
In ogni caso, con una preparazione così seria non può che predisporti a grandi cose.
Quali, per ora non ci è dato di saperlo.

6. Il Signore molto spesso ci fa capire i suoi disegni cammin facendo, come ha fatto con Abramo quando gli ha detto: “Parti dal tuo paese e va nella terra che io ti mostrerò. Farò di te un grande popolo” (Gn 12,1). Si noti il futuro. Dio non mostra subito la terra. Gliela indicherà più avanti.
Così fa anche con ognuno di noi.

7. Pertanto l’atto principale che al momento puoi fare è quello di consegnare la tua vita al Signore perché faccia Lui e perché porti a compimento quanto ha iniziato in te anche con la matematica.
È un tempo prezioso quello che stai vivendo sia per la conclusione dei tuoi studi sia per conoscere la strada che fa per te: se sia quella del sacerdozio, e nel caso lo fosse, se sia quella del sacerdozio diocesano o quella della vita religiosa. E ulteriormente in quale forma di vita religiosa.
Anche qui il Signore procederà sempre col medesimo criterio, quello dell’attrazione.

Ti ricordo volentieri al Signore e in particolare nella Messa che celebrerò in giornata.
Intanto ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 19.04.2017

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