Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Liturgia e pastorale => Sezione pastorale => Se il desiderio di essere chiamati dal Signore sia un segno della chiamata

Un sacerdote risponde

Se il desiderio di essere chiamati dal Signore sia un segno della chiamata

Quesito

Caro Padre Angelo,
Volevo chiederle un parere, secondo lei, se una persona vuole ricevere la Vocazione, vuol dire che l’ha già ricevuta o che la riceverà o che la vuole e basta.
Poi, sempre secondo lei, se voglio studiare teologia all’università dovrei fare per forza il liceo classico o può andar bene anche uno scientifico (ho 13 anni).
Adesso vorrei chiederle una cosa più seria: la Chiesa è contro l’omosessualità in generale o solo contro le unioni tra omosessuali?
Grazie dell’ascolto.
Arrivederci
Bernardo


Risposta del sacerdote

Caro Bernardo,
il desiderio di essere chiamati dal Signore è già un segno di vocazione.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica fa proprie le parole che Dio disse a Giuliana di Norwich (claustrale inglese † 1416): “Io sono il fondamento della tua intercessione. Prima di tutto c’è la mia volontà di darti qualche cosa. Poi, io faccio in modo che tu lo voglia, in seguito, ti spingo a chiederlo e, infine tu lo chiedi. Come potrebbe accadere che tu non l’ottenga? Tutto ciò che il Signore ci suggerisce di chiedere, egli stesso ce lo ha destinato da tutta l’eternità. Per questo egli è profondamente gioioso quando preghiamo” (Rivelazioni dell’Amore divino, Cap. 44).
La vocazione (chiamata) in genere non avviene attraverso vie straordinarie né attraverso “voci” che si sentono sensibilmente, ma si manifesta attraverso un desiderio, un’attrazione.
Santa Caterina da Siena, quando era bambina, chiedeva ardentemente a Maria di ottenerle la grazia di una vocazione alla verginità per stare unita al Signore senza distrazione e amarlo con la totalità di se stessa.
 Si legge nella vita di questa Santa scritta da un bravo teologo (il beato Raimondo da Capua, che divenne in seguito Maestro generale dei domenicani): che il Signore, mentre accendeva il lei il desiderio della verginità, benignamente glielo concedeva.
Il desiderio dunque è già un buon segno, ma non è l’unico.
Per questo, quando si tratta di vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, è sempre necessario un discernimento. E questo discernimento va fatto con persone prudenti ed esperte, le quali, insieme al desiderio, prenderanno in considerazione anche le capacità intellettuali e morali del soggetto, le sue attitudini, il profitto nella vita cristiana, ecc...
Mi chiedi, poi, se per studiare teologia sia necessario fare il liceo classico. Di per sè non è richiesto, perché è sufficiente qualsiasi titolo per accedere all’università.
Certo, se uno non ha fatto il latino, dovrà poi studiarlo. Il liceo scientifico invece lo assicura.
Ma nel liceo scientifico non viene studiato il greco. E il greco giova molto per lo studio del Nuovo Testamento.
Oggi la gran parte di quelli che studiano teologia per diventare sacerdoti  non ha fatto il liceo classico. Per questo l’istituzione del Seminario provvede in genere a rimediare questa lacuna con dei corsi appropriati.

Intanto, caro Bernardo, ti consiglio di continuare a chiedere al Signore la grazia della chiamata, perché si renda sempre più forte e palese.
Anch’io mi associo volentieri alla tua preghiera, promettendoti di ricordarti nella Messa.
E ti chiedo anche di parlarne gradualmente con un sacerdote di tua fiducia, con il tuo confessore.
Se non ce l’hai ancora, prima di aprirti con chiunque, domanda al Signore e alla Madonna la grazia di farti incontrare con quello che va bene per te, perché ti possa guidare bene, secondo Dio.
Sei giovane, ma anch’io ho sentito la chiamata (attraverso un’attrazione) da ragazzo, anzi da bambino. E, come me, ce ne sono stati e ce ne sono moltissimi altri.
Ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 10.06.2007

La pagina č stata letta 2469 volte