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Un sacerdote risponde

Viviamo nella castità, ci siamo innamorati delle nostre anime e nel matrimonio il primo pensiero di ciascuno di noi non sarà il marito o la moglie ma Dio

Pubblichiamo due mail inviate a padre Angelo e le sue due risposte

Quesito

Caro Padre Angelo,
dormo spesso con la mia ragazza ma senza avere nessun tipo di rapporto, solo qualche bacio e abbraccio. Mi chiedo se questo dormire con lei può essere assimilabile alla convivenza e quindi diventa peccato. La prego di chiarirmi questo dubbio perché non ho intenzione di continuare qualora Dio non lo volesse. Grazie per la sua pronta risposta e per tutto quello che fa per tante anime che sono nel dubbio e nella confusione. Lei non può immaginare i giovamenti che trovo nelle sue risposte e che mi aiutano a correggermi e a migliorarmi. È una vera guida per molti che, come me, la cercano disperatamente e con tutto il cuore, pregano per questo, ma ancora non la trovano.
Grazie ancora.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. Intanto desidero esprimere la mia compiacenza per la tua volontà di essere in tutto conforme ai voleri del Signore.
È una bella dimostrazione del tuo amore per lui.

2. Dormire a letto con la tua ragazza è pericoloso.
Ci sono alcune manifestazioni affettive, di per sé lecite, ma che in quel contesto diventano pericolose e talvolta anche incontrollabili.
E questo potrebbe essere già un peccato di imprudenza.

3. Ma ciò che è più pericoloso è la mancanza di testimonianza cristiana e il cattivo esempio che potreste dare.
Molti potrebbero pensare male dal vostro comportamento.
Ora noi dobbiamo evitare di far pensare male e di far dire ad altri: “Anche loro si comportano come tutti. Mentre dovrebbero essere esempio di condotta per tutti”.
Inoltre altri, alle resistenze dei loro genitori di non dormire insieme, potrebbero dire: anche quei due nostri amici fanno così. Perché non lo possiamo fare anche noi?”

4. Pertanto ti esorto a tendere al meglio, a quello che può piacere maggiormente al Signore.
Vedrai che ti benedirà largamente, anzi, molto largamente.


Quesito

Caro padre Angelo,
grazie di cuore per la tua risposta e comprendo il ritardo a motivo della mole di email che ti arrivano e a cui rispondi ogni giorno. Questo vuol dire che in tanti (compreso me) trovano sollievo e luce nelle tue risposte e ringrazio il Signore perché sei un dono per tutti noi.
Da quando ti ho scritto, molte cose sono cambiate in meglio. Il Signore mi ha fatto capire che "chi ama il pericolo, in esso perirà" e ho deciso di evitare di dormire con la mia ragazza, ognuno a casa sua.
Da quando, poi, viviamo nella castità ci siamo innamorati delle nostre anime a tal punto che abbiamo deciso di arrivare, con l'aiuto e la grazia di Dio, alla salvezza eterna insieme attraverso il matrimonio.
A breve infatti ci sposeremo e l'obiettivo che ci prefissiamo è aiutarci a vicenda a salvare le nostre anime prima di tutto e poi quelle di molti fratelli e sorelle che ci sono prossimi.
Il primo pensiero di ciascuno di noi non sarà il marito o la moglie ma Dio. Dovrà essere il centro del nostro matrimonio e della nostra vita insieme.
Abbiamo deciso di sposarci nella precarietà (lavorativa e senza fissa dimora) e il Signore ci sta dando tutto quello di cui abbiamo bisogno perché ci sforziamo di cercare prima il Suo Regno e la Sua Giustizia.
Ti chiedo una preghiera affinché il nostro matrimonio sia lo strumento per arrivare un giorno ad essere degni di Dio nella sua gloria.
Grazie ancora e prego per te!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento di quanto mi hai scritto e sono contento di metterlo a disposizione dei nostri visitatori.
Sottolineo la preziosità di alcune tue affermazioni:

2. “Da quando ti ho scritto, molte cose sono cambiate in meglio. Il Signore mi ha fatto capire che "chi ama il pericolo, in esso perirà" e ho deciso di evitare di dormire con la mia ragazza, ognuno a casa sua”.
Penso che per questa vostra decisione il Signore vi abbia concesso molte grazie.
Mi piace riportare quanto San Tommaso scrisse a commento delle parole evangeliche: “Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano” (Mt 4,11).
“Qui viene descritta la vittoria di Cristo e viene insinuata da due cose. Anzitutto dall’allontanarsi del diavolo, il quale lo lasciò. In questo senso si legge in Gc 4,7: “Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi”.
E come era consuetudine presso gli antichi che quando alcuni riportavano vittoria erano venerati, così qui il trionfo di Cristo viene celebrato dagli Angeli (…).
Con questo viene significato che gli uomini che vincono il diavolo meritano il ministero (servizio) degli Angeli, come si legge anche in Lc 16,22: “Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo”.
Vi è anche da sapere che il diavolo lo lascio fino a un certo tempo, perché dopo qualche tempo Gesù cominciò ad essere combattuto dai giudei che erano come membra del demonio”.

3. Allora anche per voi due gli Angeli hanno preparato un trionfo e sono ministri da parte di Dio di molte grazie.
Nello stesso tempo, dovete rimanere vigilanti per la vittoria riportata perché non è ancora finale. Infatti come diavolo tornò a tormentare il Signore, così tornerà ad insidiare anche il vostro amore.
Ma se sarete ponti a vincerlo, il vostro amore riceverà dagli Angeli nuovi trionfi e nuovi servizi.

4. “Da quando, poi, viviamo nella castità ci siamo innamorati delle nostre anime a tal punto che abbiamo deciso di arrivare, con l'aiuto e la grazia di Dio, alla salvezza eterna insieme attraverso il matrimonio”.
Questa indubbiamente è una grazia inestimabile che avete ricevuto.
Avete cominciato ad amare reciprocamente la santificazione delle vostre anime. È il bene più grande che vi date e che resterà per tutta l’eternità.
In Paradiso godrete nel vedervi risplendere a motivo di questa vostra buona volontà di “una quantità smisurata ed eterna di gloria” (2 Cor 4,17).

5. “A breve infatti ci sposeremo e l'obiettivo che ci prefissiamo è aiutarci a vicenda a salvare le nostre anime prima di tutto e poi quelle di molti fratelli e sorelle che ci sono prossimi”.
Qui mi piace ricordare che matrimonio in ebraico si dice Kadushim e significa “santificazione”: quella degli sposi innanzitutto. Poi quella dei figli e per estensione anche quella degli altri.
È questo l’obiettivo ultimo del matrimonio.

6. “Il primo pensiero di ciascuno di noi non sarà il marito o la moglie ma Dio. Dovrà essere il centro del nostro matrimonio e della nostra vita insieme”.
Sì, è così che bisogna fare perché “tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1,16).
Mi piace ricordare le prime parole che Giovanni Paolo II ha scritto nella sua prima enciclica Redemptor hominis: “Il redentore dell'uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia” (RH 1).
È e deve essere anche il centro della nostra vita e della nostra storia, di quella personale e di quella delle nostre famiglie.
È Lui il vostro primo e insostituibile Sposo, che vi parla e vi sta accanto anche attraverso lo sposo costituito da ciascuno di voi.

7. “Abbiamo deciso di sposarci nella precarietà (lavorativa e senza fissa dimora) e il Signore ci sta dando tutto quello di cui abbiamo bisogno perché ci sforziamo di cercare prima il Suo Regno e la Sua Giustizia”.
Sono contento di questa vostra fiducia in Gesù Cristo, che è fuori di ogni dubbio “il Testimone fedele e il sovrano dei re della terra” (Ap 1,5).
È fedele a quanto ha promesso: “Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
Ed è il sovrano dei re della terra: tutto è nelle sue mani ed è un benefattore molto generoso e munifico.

Molto volentieri assicuro la mia preghiera per la buona riuscita del vostro matrimonio e vi benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 16.02.2017

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