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Un sacerdote risponde

Qual è la terra che Cristo promette ai miti e che cosa s'intende per cieli nuovi e terre nuove?

Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
innanzitutto, le faccio i miei più sentiti complimenti per le sue risposte, davvero sempre molto esaustive e bene argomentate. Complimenti! La ringrazio di cuore.
Ora arrivo al dunque: io ho 2 zii testimoni di geova. Ebbene, riesco a smontare ogni loro eresia riguardo alla Bibbia, tanto è vero che ora rifiutano un confronto con me. Altrimenti si devono convertire. Purtroppo, c’è solo una loro teoria che non riesco a smontare. Ho fatto mille ricerche, ma non trovo una risposta che riesca a confermare la Dottrina Cattolica, smontando così la loro.
Loro, sostengono che non ci sarà un paradiso come lo intendiamo noi cattolici, ovvero un Paradiso Celeste. Loro riconoscono solo un cielo (che non chiamano paradiso), in cui solo 144'000 testimoni di geova (buoni) entreranno a farne parte. Mentre gli altri (buoni, ma non buonissimi come i primi) meritevoli andranno nel paradiso terrestre. Ovvero questa terra resa nuova. Bonificata.
Secondo la Chiesa Cattolica, invece, con “nuova terra”, è da intendersi come nuova, a noi sconosciuta, senza mare, creata da Dio nel tempo da Egli stabilito, dato che quella vecchia passerà, assieme ai cieli “Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c'era più: Apocalisse 21,2).
Secondo le mie ricerche, nella Bibbia con “passare”, si intende che passa e arriverà altro, qualcosa di nuovo e diverso (il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai/Tutte le cose di prima sono passate…)
Fino a qui tutto bene. Li abbiamo informati.
Salmo 37,11-29: “i miti erediteranno la terra”:
Con ciò danno ad intendere che quella terra sarà il Paradiso Terrestre, mentre il passo si riferisce alla terra di Canaan, l’odierna Palestina. Anche sta loro eresia è disquisita.
I PROBLEMI NASCONO QUI:
ECCLESIASTE 1:4:
“Una generazione se ne va, un’altra viene, e la terra sussiste per sempre.”
Con questa frase intendono dire che l’attuale terra sarà per sempre. Si intende per sempre, fino a che Gesù creerà quella nuova, Giusto?
Matteo 5:3: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”.
Matteo 5:5: “Beati i miti, perché EREDITERANNO LA TERRA”.
Loro con su questo passo, vi hanno costruito il loro “Paradiso Terrestre”, abbattendo il “Paradiso Celeste”.
Come mai vi è questa distinzione tra i 2 versetti sopra citati?
Oltretutto, ereditare, significa ricevere in eredità qualcosa che già c’é. Non un qualcosa che sarà costituito in futuro, come appunto, il Regno dei Cieli, che Gesù instaurerà a tempo debito.
Concludo con un’ultima domanda:
Noi cattolici, salvati da Gesù, dove andremo? Nella nuova terra che Egli creerà a tempo debito, o in cielo nella gloria di Dio? Dato che anche nella nostra Dottrina vi è questa “nuova terra”? Oppure saremo delle anime libere di stare sulla nuova terra, come liberi di stare in cielo coi nostri amati?
 Attendo con ansia una sua risposta in merito, atta ad illuminarmi, per potere così, a mia volta, illuminare i TDG.
GRAZIE MILLE.
Buone Feste.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il versetto tratto dell’Ecclesiaste, che noi chiamiamo Qoelet, parla delle vanità e dice che tutto è vanità.
Il testo sacro sta parlando delle varie generazioni che si susseguono mentre la terra rimane. Ma quest’affermazione non vuol dire che la terra sia eterna.
L’interpretazione dei tdg è fuorviante ed è fondamentalista: prende un versetto staccandolo dal contesto e gli fa dire quello che si vuole.
Ecco il testo integrale che anche un bambino delle elementari comprende: “Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re a Gerusalemme.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all'uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un'altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa” (Sir1,1-4).
L’intento dello scrittore sacro non è quello di dire che la terra è eterna, ma che le cose sulla faccia della terra mutano in continuazione.

2. “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3).
“Beati i miti, perché EREDITERANNO LA TERRA” (Mt 5,5).
Ecco, di quale terra si tratta?
Evidentemente di quella terra della quale si legge nella Scrittura: “Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita” (Sal 16,5);
“Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma Dio è roccia del mio cuore, mia parte per sempre” (Sal 73,26); “La mia parte è il Signore: ho deciso di osservare le tue parole” (Sal 119,57); “Mia parte è il Signore - io esclamo -,per questo in lui spero” (Lam 3,24).
Allora questa terra è Dio.
Dio è la terra promessa per il suo popolo.
Non è evidente questo?
Lo ricorda il salmo 63,2: “O Dio, tu sei il mio Dio, dall'aurora io ti cerco, ha sete di te l'anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz'acqua”.

3. Sant’Agostino commenta: “beati i miti, perché erediteranno la terra dalla quale non potranno essere sradicati; quella terra, dico, di cui si legge (Sal 140,6): «La mia parte è nella terra dei viventi». Significa infatti una certa stabilità dell'eredità perpetua, dove l'anima, mediante l'affetto buono, riposa come nel luogo proprio, come il corpo nella terra, e da lì è nutrita col suo cibo, come il corpo dalla terra: essa è il riposo e la vita dei santi” (De sermone Domini, 1,2).

4. Ci saranno cieli nuovi e terre nuove. Lo dicono san Pietro (2 Pt 3,13) e l’Apocalisse (Ap 21,1).
Stiamo all’affermazione dell’Apocalisse.
Di nuovo i tdg prendono il versetto di Ap 21,1 e lo isolano. A loro non interessa quello che viene detto dopo e che invece è essenziale per poter comprendere di quali cieli si tratta.
Ecco dunque il testo: “E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate»” (Ap 21,1-4).
Si tratta di un mondo nuovo, quello del Verbo fatto carne e del suo corpo, senza del quale il cielo non sarebbe nulla per noi: “Quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore” (1 Ts 4,17); “siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore” (2 Cor 5,8); “ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio” (Fil 1,23).
Ma ai tdg Cristo non interessa. Cristo, per loro, non è Dio che si è fatto sposo di ciascuno di noi per darci il diritto (come la sposa nei confronti dello sposo) di prendere possesso di tutto ciò che è suo e inebriarci della sua beatitudine divina.

5. Pertanto alla tua domanda: dove saremo?
Hai sentito la Scrittura?
Ecco la risposta: così per sempre saremo con il Signore” (1 Ts 4,17); abitare presso il Signore” (2 Cor 5,8); lasciare questa vita per essere con Cristo” (Fil 1,23).
Saremo dunque nel Signore e con il Signore.

Ti auguro un buon combattimento e ti assicuro per questo la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo


Pubblicato 11.02.2017

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