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Un sacerdote risponde

I due giovani chiedono un’ulteriore chiarificazione sulle vicende legate alla pedofilia

Quesito

Rev. mo Padre Angelo,
la ringrazio sempre per la sua cortesia e chiarezza.
Le segnalo che - anche grazie alla sua spiegazione - sto "fronteggiando" una battaglia decisamente impari nella discussione in relazione al crimen sollecitationis. Ho scelto di espormi, contrastando le tesi "di parte avversa", perchè proprio non mi va che qualche "anima semplice" acceda ad una discussione così frequentata, e ad un sito così fittamente visitato, e ne tragga "scandalo". Ne sto ricevendo, in cambio, risposte piccate e sul limite dell'insulto. Ma non mi aspettavo altro...
Nel ricercare ulteriore documentazione, mi sono peraltro "imbattuto" nelle "Norme sul segreto pontificio", pubblicate nel 1974.
In esse, leggo che sono materia del segreto pontificio "Le denunce....come pure il processo e la decisione".
Insomma, mi pare che si tratti di una sorta di "segreto istruttorio", e nulla di più.
Da questo punto di vista, non mi sembra che un'eventuale denuncia per pedofilia, mossa contro un sacerdote dinanzi al giudice dello Stato italiano, costituisca violazione del segreto pontificio da parte del denunciante. E tale conclusione mi pare possa valere sia per la denuncia da parte della vittima, sia per quella eventualmente mossa da un altro sacerdote o addirittura dal Vescovo.
In altre parole, non vedo un'incompatibilità tra segreto pontificio e denuncia del fatto di reato dinanzi al giudice statuale. Nulla osta - almeno così mi sembra - a tale denuncia, e quindi non vedo sanzione canonica possibile per la vittima che denunci il sacerdote pedofilo.
Mi sbaglio?
Lo vede come sto cercando, ancora una volta, di abusare della sua cortesia e disponibilità...la prego di perdonarmi, ma le assicuro che questa questione - forse perchè condizionato dal mio "mestiere" di avvocato - mi sta fortemente coinvolgendo. Proprio non mi va di tacere dinanzi a chi attacca la Chiesa e il Suo Pastore, nei cui confronti provo sentimenti di particolare devozione.
Ed è principalmente su quella che mi pare essere un'alterazione del concetto di "segreto pontificio" che si basa la maggior parte degli attacchi al Pontefice.
La ringrazio per l'ulteriore risposta che riterrà di darmi.
Le rinnovo i miei ringraziamenti, con la promessa - che questa volta manterrò - di non disturbarla ulteriormente sull'argomento.
Antonio

Caro Padre,
mi scusi se la tartasso, ma con tutto il caos che si è creato sto cercando di fare chiarezza a me stesso e agli altri, e non è facile...
Aggiunga questa alle mie richieste precedenti, sempre sui casi di pedofilia di un sacerdote: ho sentito dire che se l'accusatore non giura segretezza, viene scomunicato, e anche se rivela il segreto a qualcun altro incorre a scomunica. Quindi ci accusano di voler insabbiare i casi di pedofilia... dicono che facendo così, si impedisce alla giustizia di fare il suo corso, vietando al fedele di denunciare il tutto alle autorità civili...
Lei cosa ne pensa? Può portare eventualmente delle citazioni dal Crimen che smentiscano tutto ciò?
Scusi ancora il disturbo, continuo a pregare per la Chiesa tutta e in particolare per il Papa.
Lorenzo


Risposta del sacerdote

la segretezza che viene richiesta sotto giuramento riguarda i processi canonici, non quelli civili.
Tale segretezza è stata ricordata nell’Istruzione “secreta continere” del 4.2.1974.
Mi pare che sia  giusto agire così.
Dal momento che nemo malus nisi probetur (nessuno va considerato empio fino a quando non viene provato), e tenuto conto che tante accuse possono essere del tutto false e mosse solo per distruggere una persona (e un prete anche solo accusato di pedofilia è già distrutto!) mi pare che la Chiesa faccia bene a custodire nella riservatezza le accuse finché non siano provate.
Ma se una persona (laico, prete o vescovo) denuncia un prete per pedofilia davanti al tribunale civile, che senso ha parlare di segreto pontificio?
La Chiesa copre col segreto pontificio le cause di sua competenza, non quelle dello stato. Se una causa è stata intentata davanti ad un giudice dello stato, la Chiesa compirebbe un’ingerenza gravissima se addirittura intervenisse col segreto pontificio!
Se le cose stessero davvero così, come mai nessuno finora è intervenuto a difendere il corso della giustizia?
Al contrario, quando qualche prete è stato denunciato al tribunale civile, ho sempre sentito che i vescovi interessati si sono dichiarati fiduciosi del percorso della giustizia. Non hanno intimato alcuna segretezza a coloro che hanno esposto denuncia.
Mi pare che le cose siano così chiare! Io mi domando come facciano alcuni a non capire questo.
Ma forse sono così accecati dal livore che hanno contro la Chiesa che la ritengono capace di compiere le più gravi mostruosità possibili e immaginabili. Il concetto che si son fatti della Chiesa è che sia un’associazione a delinquere.
Tuttavia non è la prima volta nella storia che alcuni pensano così. Già altri avevano detto, partendo da versanti diversi, che il Papa e la gerarchia ecclesiastica sono invenzione dell’anticristo.

Mi complimento con voi per il vostro combattimento.
Vi accompagno con la mia preghiera (tra breve scenderò a celebrare la Messa e mi ricorderò di voi) e la mia benedizione.

Padre Angelo


Pubblicato 25.05.2007

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