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Un sacerdote risponde

Ecco una delle prediche con cui don Bosco infiammava i giovani sulla purezza

Quesito

Caro Padre,
durante una sua lezione ha detto che San Giovanni Bosco infiammava il cuore dei giovani con la predicazione sulla purezza.
Io ho studiato dai Salesiani, ma, solo da Lei ho sentito questa cosa.
Le vorrei chiedere se può indicarmi dove posso trovare qualche trascrizione di queste omelie. Mi piacerebbe approfondire sia per il mio cammino spirituale che, per essere un testimone  gioioso di nostro Signore.
Una preghiera e a presto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti trascrivo una predica che don Bosco fece ai suoi ragazzi l’ultima domenica di ottobre del 1858.
L’ho trovata nel VI volume della monumentale biografia scritta da Giovanni Battista Lemoyne e intitolata Memorie biografiche del venerabile servo di Dio Giovanni Bosco.
Questo volume è stato pubblicato nel 1907. La predica la puoi trovare nelle pagine 61-66.
Sono contento di metterla a conoscenza dei nostri visitatori.
Sono certo che la leggeranno volentieri e che avranno la sensazione di non aver mai sentito sulla purezza una predica così bella.

2. Si tratta di una predica di sapore biblico dall’inizio alla fine e mi pare che giovi più di tanti altri discorsi pur giusti e interessanti.
Viene introdotta dalle seguenti osservazioni del Lemoyne:
“E sempre da notarsi come Don Bosco in mezzo alle continue cure eziandio materiali nulla perdesse della sua unione con Dio, come lo dimostrava la sua attitudine attuale ad ogni ufficio del Sacro Ministero. Don Bonetti Giovanni ci conservò traccia ordinata di una predica fatta da Don Bosco in quest'anno sulla virtù della purità. Chi la medita sente l'efficacia che sta latente sotto quei periodi, quantunque manchi l'espressione della sua voce, del suo sguardo e la vivacità delle sue descrizioni. Don Bosco adunque così aveva parlato a' suoi giovani”.

3. Ed ecco le testuali parole di San Giovanni Bosco:
“Il mese di ottobre viene dalla S. Chiesa consacrato in gran parte a Maria SS. La prima
Domenica è dedicata alla Madonna del Rosario in memoria delle innumerevoli grazie ottenute, e dei stupendi prodigi operati per la sua intercessione: grazie e favori che Maria SS. Invocata con questo titolo impartì ai suoi divoti. Nella seconda Domenica si celebra la Maternità di Maria SS., per ricordare ai Cristiani, che Maria è nostra madre e noi tutti siamo i suoi cari
figli. La terza Domenica, che è quest'oggi, si celebra la sua purità, quella virtù che la rese tanto grande presso Dio e che formò di essa la più bella delle creature. Essendo già due
Domeniche che voi mi udite narrare le glorie di Maria SS., questa sera, invece di parlarvi della Vergine benedetta, vi parlerò di questa bella virtù col dimostrarvi quanta stima ne abbia Iddio stesso. Oh quanto io mi stimerei felice se questa sera io potessi insinuare nei vostri teneri cuori l'amore a questa angelica virtù! Statemi attenti!

Che cosa è la virtù della purità? Dicono i Teologi che per purità si intende un odio, un abborrimento a tutto ciò che è contro il sesto precetto, sicché qualunque persona, ciascuna nel suo stato, può conservare la virtù della purità. Questa purità è tanto grata a Dio, che in ogni tempo premiò coi più stupendi prodigi coloro che la conservarono e punì coi più severi castighi coloro che si diedero al vizio opposto. Fin dai primi tempi del mondo, sebbene gli uomini non si fossero moltiplicati grandemente, essendosi essi posti sulla via del disordine,
Enoc aveva conservato a Dio puro il suo cuore. Iddio perciò non volle che rimanesse tra gente viziosa e gli angioli mandati da Lui, tolsero Enoc dal consorzio degli uomini, trasportandolo in un luogo misterioso, da dove poi, dopo la sua morte, sarà introdotto in Cielo da Gesù Cristo.

Andiamo più avanti. Gli uomini sulla terra si erano moltiplicati in gran numero; scordandosi del loro Creatore si erano immersi ne' vizi più vituperevoli: Omnis caro corruperat viam
suam
. Sdegnato Iddio di tanta iniquità, stabilì di schiantar dal mondo le umane generazioni con un diluvio universale. Salva però Noè colla sua moglie e i tre suoi figliuoli colle loro
consorti. Ma perchè usa simile preferenza con costoro? Perchè conservarono la bella ed
inestimabile virtù della purità.

Veniamo più avanti. Dopo il diluvio gli abitanti di Sodoma e di Gomorra si erano dati ad ogni sorta di disordini. Iddio stabilì di sterminarli, non più con un diluvio di acqua, ma con un diluvio di fuoco. Tuttavia prima che cosa fece? Girò gli occhi su quelle infelici città e vide che Lot colla sua famiglia erasi conservato virtuoso. Manda subito un angelo ad avvertire Lot acciocché si allontani con tutti i suoi da quei paesi. Lot obbedisce, ma appena è fuori ecco un mare di fuoco con fragori orribili e lampi e tuoni piomba su quelle misere città e le sprofonda con tutti gli abitanti. Lot e la famiglia erano salvi, ma la moglie per un tratto di curiosità incorse nello sdegno di Dio. L'angelo aveva proibito ai fuggitivi di voltarsi indietro, quando avessero udito lo scroscio del castigo di Dio. Ora la moglie di Lot all'udire tanti fragori, da parer che l'inferno tutto si riversasse in quella valle, non potè trattenersi dal rivolgersi indietro: ma sull'istante medesimo fu mutata in statua di pietra o sale metallico. Così se Iddio l'aveva salvata per la sua purità dal comune eccidio, nondimeno la castigò per l'immodestia dei suoi occhi. Con ciò Iddio voleva dimostrare a noi che dobbiamo tenere gli occhi modesti, non appagare ogni nostra curiosità, perchè altrimenti ne resteremo vittima, non solo del corpo, come fu della donna di Lot, ma nell'anima. Gli occhi sono due porte per cui entra quasi sempre il demonio.

Andiamo innanzi! Portatevi col pensiero in Egitto. Là vedrete un giovanetto il quale per non aver voluto acconsentire ad una azione cattiva soffre mille persecuzioni, la calunnia e la prigionia. Ma permette forse Iddio che perisca Giuseppe? No! Aspettate un po' di tempo e voi lo vedrete sul trono d'Egitto, e coi suoi consigli salvar dalla morte non solo gli Egiziani, ma la Palestina, la Siria, la Mesopotamia e molte altre nazioni. E donde gli venne tanta gloria? Da Dio il quale volle premiare il suo amore eroico per la virtù della purità.

Io non la finirei più se volessi contarvi le glorie delle anime pure. Di una Giuditta che salvò Betulia dagli eserciti stranieri, di una Susanna, esaltata per la sua incrollabile virtù fino al Cielo, di un'Ester salvatrice della sua nazione, dei tre fanciulli illesi tra le fiamme di una fornace, di Daniele salvo nella fossa dei leoni. Perchè Dio operò tanti prodigi in favore di costoro? Per la loro purità, per la loro purità. Si! la virtù della purità è tanto bella, tanto grata al cospetto di Dio, che in tutti i tempi, in tutte le circostanze non lasciò mai senza protezione, coloro che la possedevano.

Andiamo pure avanti che questo non basta. Già era giunto il tempo tanto desiderato nel quale nascere doveva il Salvatore del mondo. Ma chi sarà mai colei, che avrà la gloria d'essergli madre? Dio gira gli occhi su tutte le figlie di Sion e una sola ne vede degna di tanta dignità. Maria Vergine! Da lei nacque Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo. Ma perchè tanto prodigio e privilegio? In premio della purità di Maria, che fra tutte le creature fu la più pura, la più casta. Qual credete voi che fosse il motivo pel quale Gesù Cristo amava tanto di stare, di conversare coi fanciulli, di accarezzarli, se non perchè questi non avevano ancor perduta la bella virtù della purità? Gli Apostoli volevano cacciarli, avendo le orecchie intronate dai loro schiamazzi, ma il Divin Salvatore riprendendoli comandò che li lasciassero venire a lui. Sinite parvulos venire ad me; talium est enim regnum coelorum e soggiungendo che essi Apostoli non sarebbero entrati nel regno de' cieli, se non fossero divenuti semplici, puri, e casti come quei fanciulletti. Il Divin Salvatore risuscitò un fanciullo ed una fanciulla; ma perché? Perchè, interpretano i Santi Padri, non avevano perduta la purità. Perché Gesù Cristo dimostrò tanta predilezione per S. Giovanni? Ascende al monte Tabor per trasfigurarsi? Conduce per testimonio S. Giovanni. Vuole andare a pescare cogli Apostoli? Preferisce di montare sulla barca di Giovanni. Nell'ultima cena lascia che Giovanni declini il suo capo sovra il suo petto, lo vuole compagno nell'Orto di Getsemani, lo vuole suo testimonio sul monte Calvario. Confitto in croce si rivolge a Giovanni e dice: - Figlio, ecco qui tua madre: Donna ecco qui tuo figlio. - A Giovanni viene affidata da Gesù sua Madre, la più grande creatura che sia mai uscita dalle mani di Dio e simile alla quale nessuna giammai uscirà! Ma perché tanta preferenza? Perché? Perché, o cari giovani, S. Giovanni aveva un titolo speciale all'affetto di Gesù per la sua verginale purità. E questo amore di predilezione di Gesù verso di lui era tale da destare gelosia negli altri Apostoli, sicché già credevano che Giovanni non avesse a morire, avendo Gesù detto a Pietro: - E se volessi che costui vivesse finché io venga, a te che importa? - S. Giovanni infatti fu colui che sopravvisse di molti anni a tutti gli altri Apostoli, e a lui Gesù Cristo fece vedere la gloria che godono in Cielo coloro, i quali hanno in questo mondo conservata la bella virtù della purità. Egli stesso scrisse nella sua Apocalisse che essendo entrato nell'ultimo cielo, vide una gran schiera di anime vestite di bianco con un cingolo d'oro e portanti una palma in mano. Queste anime stavano continuamente coll'Agnello Divino e lo seguivano ovunque egli andasse. Esse cantavano un inno così bello, così soave, che Giovanni non potendo più reggere a tanta dolcezza d'armonia, rivolto all'angelo che lo accompagnava gli disse: Chi sono costoro che circondano l'Agnello e che cantano un inno sì bello, che tutti gli altri santi non possono cantare? L'angelo rispose: Sono quelle anime che hanno conservato la bella virtù della purità: virgines enim sunt.

O anime fortunate che non avete ancora perduta la bella virtù della purità, deh! raddoppiate i vostri sforzi per conservarla. Custodite i sensi, invocate spesse volte Gesù e Maria, visitatelo Gesù nel SS. Sacramento, andate sovente alla Comunione, obbedite, pregate. Voi possedete un tesoro così bello, così grande, che fino gli angeli ve lo invidiano. Voi siete, come dice il nostro stesso Redentore Gesù Cristo, voi siete simili agli angioli. Erunt sicut Angeli Dei in coelo.

E voi che per vostra disgrazia l'avete già perduta non iscoraggiatevi. Le giaculatorie, le frequenti e buone confessioni, la fuga delle occasioni, le visite a Gesù vi aiuteranno a ricuperarla. Fate ogni vostro sforzo; non temete; la vittoria sarà vostra, perchè la grazia di Dio non mancherà mai. È vero che non avrete più la bella sorte di appartenere a quello stuolo di santi, che in paradiso hanno un posto separato dagli altri, non potrete più andare a cantar quell'inno, che solo i vergini possono cantare, ma ciò non importa per la vostra futura perfetta felicità. Un posto vi è ancora per voi nel cielo, così bello, così maestoso, al cui confronto sono come fango e spariscono i troni dei più ricchi principi e più potenti imperatori, che siano stati e che potranno mai essere sovra questa terra. Sarete circondati eziandio di tanta gloria, che lingua né umana, né angelica potrà mai spiegare. Potrete ancora godere della cara, bella compagnia di Gesù e di Maria, di quella nostra buona Madre che colà ansiosa ci aspetta: la compagnia di tutti i santi, di tutti gli angioli, che ora e sempre sono pronti ad aiutarci, purché ci stia a cuore di conservare la bella virtù della purità”.

4. Sono convinto che in questa predica don Bosco abbia raccontato se stesso e che abbia voluto far vedere ai ragazzi quale fosse il motivo per cui il Signore l’aveva benedetto tanto largamente.
Mi pare di sentirlo ripetere queste parole della Scrittura che gli piacevano molto: “Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile” (venerunt autem mihi omnia bona pariter cum illa et innumerabilis honestas per manus illius; Sap 7,11).

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di presentare ai nostri visitatori questo gioiello.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 04.08.2016

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