Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Teologia morale => Generale => Penso che dopo il peccato originale la nostra volontà sia diventata così debole che di fatto non siamo pienamente responsabili di quello che facciamo

Un sacerdote risponde

Penso che dopo il peccato originale la nostra volontà sia diventata così debole che di fatto non siamo pienamente responsabili di quello che facciamo

Quesito

Caro Padre Angelo
innanzi tutto un grazie di cuore per tutto l'enorme lavoro che fa.
Ancora un quesito:il peccato originale ci ha ferito, ci ha resi deboli. E' vero che il Battesimo restituisce la grazia, ma la nostra natura è debole. Allora penso di non avere colpa se pecco. Estremizzo il concetto per farmi capire: dopo il battesimo dov'è la mia responsabilità, se la mia natura è debole, quando pecco? Ovviamente so che pecco io, ma desiderei una risposta più dettagliata sulla grave responsabilità del peccato, perchè a volte penso che non sia così grave e so che questo pensiero è sbagliato. Vorrei diventare più sensibile.
Grazie Cosimo


Risposta del sacerdote

Caro Cosimo,
1. è vero che il peccato originale ha lasciato in noi delle ferite.
Ma la libertà non è morta.
Anche dopo il peccato ne rimane a sufficienza per essere normalmente responsabili di quello che facciamo.

2. Dopo il peccato originale l’uomo fa l’esperienza di una duplice insufficienza.
La prima è di ordine conoscitivo. Non sempre l’uomo riesce a discernere ciò che è bene e ciò che è male.
La seconda è di ordine operativo: si trova come nell’impossibilità di compiere tutto il bene.
Lasciato alle sue sole forze, l’uomo non riesce a conoscere tutta la verità e compire tutto il bene.

3. Ma dall’una e dall’altra insufficienza è stato liberato da Cristo Redentore, che gli ha portato un duplice rimedio: la luce del Vangelo e l’aiuto della Grazia.

4. La luce del Vangelo: talvolta sono sufficienti alcuni criteri enunciati dal Signore per donarci la luce sufficiente per dissipare ogni buio.
Ad esempio: “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste”. “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste”. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amati voi”.
O anche: “entrate per la porta stretta”.
“Non abbiate timore”.
“Vegliate e pregate per non entrare in tentazione”.

5. L’aiuto della grazia: San Tommaso dice che col minimo grado di grazia l’uomo può resistere a qualsiasi concupiscenza (desiderio disordinato).
La grazia porta in noi la carità, che è la stessa forza di amare di Dio.
Nell’amore del Signore si trova la forza di compiere qualsiasi bene e vincere qualunque egoismo.
Talvolta potremo essere tentati di dire: quel tale non merita il mio perdono o il mio aiuto. Tuttavia possiamo però dire: ma Gesù merita che io lo perdoni, Gesù merita che io lo aiuti.
E allora per amore del Signore troviamo la forza di compiere qualsiasi opera buona.
Da Lui, che serviamo e onoriamo nel nostro prossimo, abbiamo ricevuto immensamente di più.

6. Pertanto con la redenzione di Cristo le cose non stanno più come prima.
Il Signore rimane sempre tra noi con la luce della sua parola e la grazia che ci viene dispensata largamente dai suoi Sacramenti.

Ti auguro di godere sempre di questo duplice aiuto del Signore.
E per questo ti assicuro un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 29.03.2016

La pagina è stata letta 1940 volte