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Un sacerdote risponde

In alcune rubriche religiose si parla di alcune sofferenze terrene come punizioni di Dio

Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo questa lettera per chiarire un dubbio.
La mia confusione nasce dal fatto che in alcune rubriche religiose si parla di alcune sofferenze terrene come punizioni di Dio , mentre in altre si dice che Dio non punisce con pene terrene, in particolare con la morte, perchè Dio non gode della morte dell’empio.
Può essere, come mi pare di aver capito in alcune di queste rubriche, che le cosiddette punizioni servano solo per correggere i peccatori?
La ringrazio per la pazienza prestata, come al solito Le chiedo di ricordare nella preghiera i miei cari, me e tutti coloro che ne hanno bisogno.
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
quando leggi nella Bibbia o in qualche rubrica religiosa che Dio castiga devi pensare che si tratta di una espressione antropomorfica.
Il castigo è immanente alla trasgressione della legge.
E il motivo è semplice: noi siamo strutturati sulla legge di Dio.
E allora commettere un peccato significa fare qualcosa contro il nostro vero bene. Giovanni Paolo II in Reconciliatio et poenitentia, n.17, dice che si tratta sempre di un atto suicida. E dice anche che “il peccato si abbatte sempre sopra colui che lo compie con un’oscura e potente forza di distruzione”.
Il Signore permette dunque che il peccatore si faccia del male. E lo permette perché capisca che il peccato non è il suo bene e si ravveda.
Nel male che segue al peccato Dio persegue un disegno di pentimento e di conversione.

Tuttavia dobbiamo far attenzione a dire che le sofferenze che si abbattono su una persona siano motivate da peccati personali.
Gesù Cristo non ha commesso nessun peccato eppure nessuno ha sofferto come Lui. La stessa cosa si deve dire della Beata vergine Maria.
Ciò significa che il Signore permette le sofferenze terrene anche per chiamare a cooperare alla sua opera di Redenzione e a salvare persone.
In questo senso San Paolo diceva: “Completo nella mia carne ciò che manca alla passione di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa”.
E in questo senso, anche queste sofferenze, ma patite da innocenti, servono per portare i peccatori a conversione.

Ti saluto, seguo con la preghiera te e le persone che ti sono care e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 02.03.2007

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