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Un sacerdote risponde

Volevo comunicarle l'entusiasmo che ho nei confronti dell'ordine domenicano

      Quesito

      Caro Padre Angelo,
      Mi chiamo Andrea S. e le scrivo perchè volevo comunicarle l'entusiasmo che ho nei confronti dell'ordine domenicano.
      Infatti è da circo un anno che sto compiendo un cammino vocazionale con i frati del convento di Bologna per poter entrare nell'ordine come frate cooperatore (in particolare mi sta seguendo Padre G. B.) e ogni giorno che passa scopro sempre di più quanto sia straordinario l'ordine domenicano. Soprattutto la cosa che mi colpisce sempre di più è la bellissima figura di San Domenico (un santo purtroppo troppo poco conosciuto) e le figure degli altri santi domenicani, tutti giganti della fede. In particolare mi hanno sempre colpito molto le figure del beato Bartolomeo de Las Casas, San Martino de Porres e Sant'Alberto Magno.
      Detto questo la ringrazio per la sua opera sul sito Amici Domenicani perchè è davvero molto utile poter scrivere a un sacerdote per poter avere dei chiarimenti sui propri dubbi riguardo la fede.
      Grazie ancora.
      Andrea S.


      Risposta del sacerdote

      Carissimo Andrea,
      sono ben contento che tu frequenti i domenicani di Bologna e soprattutto che il Signore ti abbia ispirato l’intenzione di entrare nell’Ordine come fratello Cooperatore.
      La presenza di questi fratelli ricorda a tutti i domenicani (novizi, studenti, sacerdoti, professori, predicatori, scrittori, ecc...) che il compito principale per cui si entra in questo Ordine è quello di diventare santi e di cooperare alla santità delle persone alle quali il Signore ci invia a predicare il suo Vangelo.
      Questo è il fine, tutto il resto è nell’ordine dei mezzi.
      Ed è così facile scambiare i mezzi col fine!
      La sola presenza del fratello cooperatore è dunque una predica continua.
      Il fascino sempre più grande che questo Ordine, pieno di santi, esercita su di te, è senza dubbio un bel segno che il Signore ti dà per verificare l’autenticità della vocazione.
      Quando Madre Teresa di Calcutta era giovane ed abitava ancora al suo paese leggeva le lettere di un sacerdote del luogo missionario in India. E da quel momento cominciò a sentire il desiderio di farsi suora e andare in India.
      Chiese al confessore di aiutarla a discernere la volontà di Dio e a vedere se la sua vocazione fosse proprio quella di andare in India.
      Questi le rispose che se pensando al suo futuro e, immaginandosi in India, si fosse sentita contenta di essere là e di spendere la vita per quella gente, quello poteva essere un segno certo della sua vocazione.
      Penso che qualche cosa del genere stia avvenendo per te nei confronti del nostro Ordine.
      Hai ragione a dire che abbiamo dei giganti di santità, a cominciare dal Santo Padre Domenico.
      Anzi, a questo proposito, ogni volta che vai nella Basilica di san Domenico ti suggerisco di passare davanti alla sua arca, dove sono custoditi i suoi resti mortali, di chiedergli di darti la sua benedizione e accoglierti come suo figlio carissimo.
      Sappi che la benedizione di san Domenico è molto potente! I suoi meriti davanti a Dio sono molto grandi e le sue preghiere sono sempre state esaudite.
      Raccomandati anche a San Martino de Porres e a San Giovanni Massias, due fratelli cooperatori vissuti contemporaneamente a Lima tra il 1500 e il 1600, due veri giganti di santità.
     
      Saremo ben contenti di saperti appartenente alla nostra famiglia domenicana e di essere tuoi fratelli, oltre che in Cristo, anche nel santo Padre Domenico.
      Così pure saremo contenti se ci segnalerai le tappe del tuo cammino nell’ingresso dell’Ordine.
     
      Ti ringrazio per la stima che nutri per il nostro sito.
      Mentre ci raccomandiamo alle tue preghiere, ti assicuriamo le nostre e intanto ti mando la mia benedizione.
      Padre Angelo


Pubblicato 06.12.2006

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