Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Teologia dogmatica => Dio => Se Dio é perfetto, come può amare noi povere creature imperfette?

Un sacerdote risponde

Se Dio é perfetto, come può amare noi povere creature imperfette?

Quesito

Cari Amici domenicani,
cercavo di scriverVi ma non riesco a trovare il modo...
Comunque la domanda da porre al Vs/ Padre é la seguente: premesso che sono un cattolico convinto ed osservante ma pragmatico perché non amo pregare per me stesso ma per gli altri e cerco di amare ed aiutare il prossimo forse più di me stesso, ebbene la domanda é: se Dio é perfetto e dunque può rivolgersi solo a se stesso, amare solo se stesso ecc. come può amare noi povere creature imperfette?
Toglietemi sto dubbio ed io ve ne sarò eternamente grato.
Grazie,
Franco


Risposta del sacerdote

Caro Franco,
1. ti rispondo con San Tommaso: “Dio non ama il bene come lo amiamo noi. Infatti, poiché la nostra volontà non è la causa della bontà delle cose, ma anzi è mossa da tale bontà come dal suo oggetto, l’amore col quale vogliamo il bene per qualcuno non è causa della sua bontà, ma al contrario, la sua bontà, vera o supposta, suscita l’amore col quale vogliamo che conservi il bene che ha o acquisti quello che non ha ancora. A questo indirizziamo i nostri sforzi. Quello di Dio, invece, è un amore che infonde la bontà nelle creature” (Somma teologica, I, 20, 2).

2. San Tommaso dice ancora: “a Dio, primo agente, che è pura attualità, non si può attribuire l’azione per giungere al possesso di un fine; perché egli mira soltanto a comunicare la propria perfezione, che è la sua stessa bontà” (Somma teologica, I, 44, 4).
“Agire per indigenza non si addice che a un essere imperfetto, il quale è portato a porre attivamente il proprio atto e a subirlo (come un perfezionamento di se stesso). Ma tutto ciò in Dio va escluso. Per conseguenza egli soltanto è massimamente liberale, perché non agisce per propria utilità, ma solo per la sua bontà” (Ib., I, 44, 4, ad 1).
E ancora: “Dio non ha prodotto le creature per qualche bisogno né per qualche altra causa estrinseca, ma per amore della sua bontà” (Ib., I, 32, 1, ad 3).

3. Il Magistero della Chiesa ha confermato autorevolmente questa dottrina insegnando che Dio “non per aumentare la sua beatitudine, né per acquistare ma per manifestare la sua perfezione con i beni concessi alle sue creature, nella piena libertà del suo volere, all’inizio del tempo ha fatto dal nulla le creature sia dell’ordine spirituale che di quello materiale, cioè il mondo angelico e quello terrestre” (Concilio Vaticano I, DS 3002).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 05.08.2012

La pagina è stata letta 2162 volte