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Un sacerdote risponde

Dato che purtroppo ho scoperto il vizio solitario ormai da tempo e mio malgrado spesso ricado, si può parlare...

Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un adolescente di 16 anni e cercando dei chiarimenti sul VI comandamento mi sono imbattuto nel vostro sito che a mio parere è ottimo, poiché spinge noi giovani a mettere da parte quella vergogna o timidezza che avremmo nel parlare di persona con un sacerdote.
Tornando al sesto comandamento prima di porle qualche domanda vorrei anticiparle che sono un ragazzo molto religioso e che tengo moltissimo ad essere sempre in grazia con Dio.
In primo luogo vorrei chiederle: dato che purtroppo ho scoperto il vizio solitario ormai da tempo e mio malgrado spesso ricado, si può parlare di abitudine contratta? Con questo io non voglio assolutamente giustificarmi, ma Dio potrebbe dare meno gravità al mio peccato?
Un altro dubbio che mi assilla è il fatto che anche dopo essermi masturbato non sento lontano Dio come molti altri miei coetanei. Ovviamente non lo sento come dopo una confessione ma sento lo stesso che lui è presente e che mi ama anche quando sbaglio e che mi guida a fare opere buone anche dopo aver commesso l'atto impuro. Detto questo lei pensa che sia io a dare troppa superficialità al vizio solitario o pensa che può essere una cosa che realmente accade? 
Sempre riferendomi al discorso precedente vorrei dirle che talvolta (sopratutto quando passa poco tempo dall'ultima riconciliazione con Dio ) io "confesso" questo peccato con un atto di dolore; lei pensa che facendo così (anziché con una confessione ) commetta ulteriormente peccato? 
Un'ultima cosa, leggendo altre sue validissime risposte ho visto che la masturbazione è peccato mortale. Ora io vorrei chiederle, nella sua infinita bontà Dio può permettere che un ragazzo/uomo vada all'inferno solo per non aver confessato di essersi masturbato?
Avrei ancora molti altri dubbi ma non vorrei assillarla con le mie domande perciò la ringrazio anticipatamente e
le chiedo di ricordarmi nelle sue preghiere affinché Dio mi aiuti a rialzarmi ogni volta che cado.
D.T.


Risposta del sacerdote

Carissimo DT.
1. si parla di abitudine contratta quando ci si trova di fronte ad un peccatore che dopo tanta lontananza da Dio e dalla confessione si converte.
Mi è capitato ad esempio di confessare uno che da tanto tempo non  si confessava e aveva deciso di cambiare vita. Ti posso dire che l’ha cambiata davvero. Tra le sue vecchie abitudini c’era anche quella della bestemmia. Quel vizio l’ha certamente detestato. Ma talvolta gli capitava di continuare a bestemmiare senza accorgersene. Questo l’ha fatto anche con me per diverse volte. Ho cercato di fargli osservazione, ma  lui negava che gli fosse sfuggita una bestemmia, fino a quando non ha bestemmiato mentre era presente anche una terza persona. A questo punto, di fronte alla testimonianza di due si è arreso, ha cercato di essere più circospetto nel suo parlare e non ha  più bestemmiato.
Così si può dire analogamente della masturbazione, quando in un peccatore incallito gli sfuggono atti incontrollati.
La tua, più che abitudine contratta, è recidività, e cioè un cascarci di nuovo, ben consapevole di quello che fai.

2. Circa il sentirti lontano da Dio: bisogna dissipare un equivoco.
I tuoi compagni sono lontani da Dio in maniera diversa da come ti trovi tu.
Perché molti di loro non pensano mai a Dio. Anzi, Dio è completamente fuori dal loro orizzonte.
Mentre tu hai la fede. Sotto questo aspetto Dio ti è sempre presente, anche quando commetti un peccato grave.
Ma quando pecchi mortalmente, pur conservando la fede, perdi la comunione con Lui da cuore a cuore. Perdi la sua presenza personale nell’anima.

3. Mi dici che, soprattutto quando passa poco tempo dall’ultima confessione, ti “confessi” recitando un atto di dolore.
Fai bene a fare così. Anzi questo fallo sempre.
La grazia di Dio ci può raggiungere anche prima della confessione sacramentale, sebbene non ci abiliti per ora a fare la santa Comunione.
Tuttavia ti rimane ancora una cosa da fare: perché quell’atto di dolore è vero, rimette i peccati se è accompagnato dal proposito di andarsi a confessare.
Intanto però, vivendo in grazia, sei più sereno e già riporti un qualche modo la presenza personale di Dio nel cuore.
Commetteresti invece un ulteriore peccato se col solo atto di dolore e senza confessione tu andassi a fare la S. Comunione.

4. Che la masturbazione sia un peccato grave lo fa capire la Sacra Scrittura quando afferma che “le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggi e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio” (Gal 5,19-21); “Perché sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro,... avrà parte del Regno di Cristo e di Dio” (Ef 5,5).
Il pensiero di S. Paolo diventa ancora più dettagliato quando afferma: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che ci dona il suo santo Spirito” (1 Tess 4,3-8).

5. Mi chiedi infine se un uomo vada all’inferno solo perché non ha confessato il peccato di masturbazione.
La confessione è necessaria alla salvezza per chi si trova in peccato grave. Ma, come ho detto, uno può ricuperare la grazia di Dio anche prima della confessione, ma non senza il proposito della confessione.
Col proposito della confessione c’è la volontà di essere resi candidi e purificati dal Sangue dell’Agnello, come si legge nell’Apocalisse.
Può capitare dunque che uno pecchi mortalmente, ma poi se ne pente, si propone di confessarsi, ma nel frattempo muore.
Poiché muore in grazia di Dio, non va all’inferno.
Muore in grazia perché si è pentito e perché c’era il proposito almeno implicito della confessione.
Per parte mia, dal momento che Dio vuole che tutti gli uomini si salvino, penso che fino all’ultimo offra a tutti i mezzi sufficienti per salvarsi. Offre pertanto anche la possibilità di potersi pentire e presentarsi davanti a lui in stato di grazia perché pentiti e col proposito di essere lavati nel Sangue dell’Agnello.
Non sono certo invece che tutti gli uomini colgano questo ulteriore atto di misericordia offerto dal Signore.

Ti assicuro la mia preghiera perché questo avvenga per te e anche per questa intenzione ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 30.07.2012

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