Sei in: Home page => Un sacerdote risponde => Sacra Scrittura => Generale => Conoscere il bene e il male sarebbe stato un bene; le chiedo allora perché Dio lo abbia proibito

Un sacerdote risponde

Conoscere il bene e il male sarebbe stato un bene; le chiedo allora perché Dio lo abbia proibito

Quesito

Buongiorno padre Angelo,
Vorrei farle qualche domanda riguardo al dogma cristiano del peccato originale.
In particolare perché Dio comanda all'uomo di non mangiare dall'albero della conoscenza del bene e del male, e quindi perché vuole privare questa conoscenza ai suoi figli?
Quale bene comporta per noi l'ignoranza del bene e del male?
Grazie,
sia lodato Gesù


Risposta del sacerdote

Carissimo,
 1. Per dirti che cosa sia il peccato originale, ti ripresento alcuni testi del Catechismo della Chiesa Cattolica.
“Il racconto della caduta (Gen 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo.
La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori” (CCC 390).
 
2. “«L’albero della conoscenza del bene e del male» (Gen 2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l’uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L’uomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l’uso della libertà” (CCC 396).

3.  “L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell’uomo.
In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà” (CCC 397).

4. “Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio», ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio» (CCC 398).

5. “La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. Hanno paura di quel Dio di cui si son fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative” (CCC 399).

6. “L’armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo è infranta; l’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni; i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento. L’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo. A causa dell’uomo, la creazione è « sottomessa alla caducità » (Rm 8,20). Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. La morte entra nella storia dell’umanità” (CCC 400).

7. Dopo aver detto in che cosa sia consistito il peccato originale e averne presentato le conseguenze, vengo direttamente alla tua ultima domanda: conoscere il bene e il male non sarebbe stato cosa vantaggiosa per l’uomo?
Certamente era un bene e certamente Dio aveva edotto i nostri progenitori su ciò che è bene e su ciò che è male e ne avevano capito le motivazioni.
Ma il verbo conoscere nella Genesi e anche in altre parti della Sacra Scrittura non significa semplicemente acquistare conoscenza, ma possedere.
In questo senso, sempre nella Genesi, si legge di Adamo che “conobbe” Eva.
I nostri progenitori dunque non vollero riconoscere la dipendenza da Dio, ma stabilire loro ciò che è bene e male.
Prendere del frutto dell’albero della scienza del bene e del male nella sacra Scrittura significa questo.
Pertanto non si tratta di conoscenza teorica, che senza dubbio è un bene e già la possedevano, ma di mettersi al posto di Dio legislatore.
Il Signore ha rispettato la loro libertà e ne è venuto fuori un disastro, che però è stato permesso da Dio in vista di un bene ancora più grande, quello della Redenzione e dei meriti infiniti di Cristo che, messi nelle nostre mani, sono il nostro tesoro preziosissimo per il tempo e soprattutto per l’eternità.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 28.07.2012

La pagina è stata letta 2797 volte