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Un sacerdote risponde

Non capisco le parole in cui Gesù dice che parla in parabole perché alcuni non le comprendano e non vengano guariti

Quesito

Caro Padre Angelo,
Mi chiamo Marco, ho già avuto la grazia di ricevere delle risposte da lei.
Volevo farle una domanda sul vangelo, in particolare (Mat 13:13-16), lo trovo davvero difficile, ho provato a chiedere ad un sacerdote ma non ho capito,ho provato ad aspettare un po’ di tempo ma niente... sarà che non sono maturo... ma mi rendono confuso quelle parole,e sono queste:
"Allora i discepoli, accostatisi, gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». Ed egli, rispondendo, disse loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato." (Mat 13:10-11)"Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri essi sono proposti in parabole, affinché vedendo non vedano e udendo non intendano." (Luc 8:10)
Davvero fatico a capire non ciò che è scritto, ma come interpretarlo, se il vangelo è un continuo appello alla conversione, perché Gesù dice cosi? “Non si convertano e io li guarisca”,ma se non si convertono come possono guarire? Inoltre scritta così sembra che non vuole che si convertano, perché se fosse scritto: non vogliono convertirsi e non posso guarirli, avrei compreso subito, ma così proprio non ci riesco...
Le cose son due: o la mia comprensione è limitata(facile), o questo brano e’ poco chiaro.. mi può aiutare con semplici risposte se possibile?
La ringrazio Padre per la disponibilità, in Gesù e Maria.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. I giudei, pur vedendo i miracoli compiuti da Gesù, non vollero credere.
E pur udendo la sua testimonianza e anche quella che diede di lui Giovanni Battista si rifiutavano di prestare ascolto.
Erano così induriti nel cuore e accecati nella mente che attribuivano a Satana la missione e le opere di Gesù.

2. Pertanto portavano già con sé la pena dei loro peccati: si erano auto esclusi dal prendere possesso dei beni portati da Gesù.
In questo senso Gesù nel Vangelo di Giovanni dice: “Ma chi non crede è già stato condannato” (Gv 3,18).

3. I giudei si erano talmente chiusi nel rifiuto  del Signore che la sua azione guaritrice non li poteva raggiungere. Non li poteva raggiungere perché non le permettono di lasciarsi raggiungere.

4. Gesù dunque parla in parabole.
Ieri come oggi i puri di cuori entrano nel significato arcano di queste parabole che diventano per loro pane quotidiano e luce per i loro occhi.
A quelli che si chiudono all’azione del Signore queste parabole non dicono niente. Sono incapaci di penetrarvi.

5. Qualche cosa del genere capita a anche noi: quando siamo uniti al Signore e siamo docili alle sue ispirazioni così che siamo continuamente governati da Lui, le parole del Vangelo ci rivelano significati sempre nuovi, con vene inesauribili.
Quando invece siamo distanti dal Signore, anche solo perché si è compiuto un peccato contro la carità, ci pare che le sue parole non dicano niente. Il motivo è che nel frattempo, senza che ce ne siamo accorti, si è spenta la luce negli occhi e il cuore si è indurito.

6. Giustamente Giovanni Paolo II diceva che “il peccato si abbatte sempre sopra colui che lo compie con un’oscura e potente forza di distruzione” (Reconciliatio et paenitentia, 17).
La distruzione consiste nella perdita dell’amicizia con Dio, così che lo si sente molto lontano, si indebolisce la volontà che diventa dipendente dal peccato e si offusca la mente, che perde percezione e il gusto delle realtà spirituali.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 19.06.2012

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