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Un sacerdote risponde

La creazione attende la rivelazione dei figli di Dio

      Quesito

      Caro Padre Angelo.
      la Scrittura ci dice che anche l’universo attende di essere liberato dal peccato.
      Ma allora di quale universo si tratta?
      La saluto. Grazie.
      Luca


      Risposta del sacerdote

      Caro Luca,
     
      1. San Paolo dice: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio” (Rm 8,19).
      Quest’affermazione di san Paolo va intesa nel senso che la creazione è stata voluta da Dio per esprimere e comunicare all’uomo le sue infinite perfezioni.
      Ma di fatto l’uomo, col peccato, si è reso miope, se non addirittura cieco. E allora, guardando la creazione, non percepisce se non con difficoltà la sinfonia divina che dovrebbe affascinarlo delle realtà celesti.
      Per cui la creazione, in un certo senso, è stata sottoposta alla vanità, come dice san Paolo nel versetto seguente (Rm 8,20).
      Per questo la creazione attende di essere riportata al motivo iniziale della creazione e di poter svelare all’uomo le perfezioni divine.
      Possiamo dire, ad esempio, che in san Francesco d’Assisi la creazione è stata riscattata dalla sua vanità. Pensa alla bellezza del Cantico delle creature!
     
      2. San Tommaso, nel commento alla lettera ai romani, offre una triplice spiegazione a Rm 8,19.
      Dice che creazione può significare anzitutto “l’insieme degli uomini giusti”. E allora essa attende il premio promesso, e cioè “la beata speranza e l’avvento della gloria del grande Dio” ( Tt2,13)
      In secondo luogo può significare la stessa natura umana che è soggetta ai beni della grazia, ma che negli uomini ingiusti non è stata ancora giustificata. E allora attende la grazia.
      In terzo luogo può intendersi come creazione sensibile, come gli elementi di questo mondo. E allora la creazione attende di essere portata al fine soprannaturale per cui Dio l’ha voluta. “Così tutte le creature sensibili otterranno una nuova gloria nella gloria dei figli di Dio. E in questo modo le creature sensibili attendono la rivelazione della gloria dei figli di Dio”.
      Allora in Paradiso vedremo questo mondo e tutti i suoi elementi materiali nella gloria di Dio. Lo vedremo tutto splendente e circonfuso di quelle perfezioni divine che secondo la mente di Dio avevano il compito di manifestare Dio stesso e di attrarre a Lui. In cielo finalmente vedremo tutta la creazione riportata al motivo per cui Dio l’ha voluta.
      E tutto questo lo contempleremo nella mente di Dio, perché, come ti dicevo in altra risposta, “le cose naturali, assolutamente parlando, hanno un essere più vero in Dio che in se stesse, perché nella mente di Dio hanno l’essere in¬creato, in se stesse, invece, l’essere creato” (Somma teologica, I,18,4, ad 3).
     
      Nella speranza di aver centrato la tua domanda, ti saluto, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
      Padre Angelo


Pubblicato 28.08.2006

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