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Un sacerdote risponde

Nella civiltà egizia ed anche in altre culture pre cristiane si parla di un uomo nato da una vergine, morto e poi risorto, che quindi smentirebbe la figura di Gesù

Quesito

Caro Padre Angelo,
un conoscente mi ha posto un quesito a cui non ho saputo dare una risposta. Questa persona asserisce che storicamente, nella civiltà egizia ed anche in altre pre cristiane, la figura di un uomo nato da una vergine, morto e poi risorto è già comparsa e quindi smentirebbe la figura di Gesù. Mi illumini su questa faccenda.
La ringrazio di cuore per le risposte che mi darà.
Un affettuoso saluto da un’umile creatura di Dio.
Gianfranco


Risposta del sacerdote

Caro Gianfranco,
1. il cristianesimo è nato all’interno del mondo ebraico, il quale era preoccupato di non attingere nulla, ma veramente nulla, dal mondo idolatrico-pagano.
Gli ebrei erano gelosissimi della loro religione, che consideravano santa e bandivano ogni forma di sincretismo religioso.

2. Paolo stesso, che era un ebreo zelante e ben formato sotto il profilo intellettuale e morale, mai e poi mai avrebbe accettato un Cristo che fosse contaminato dal mondo idolatrico.
Quale Salvatore dall’idolatria e dalle credenze false sarebbe stato Gesù se Lui stesso fosse stato una creazione del genere?

3. Le notizie che in questi ultimi tempi vengono messe in circolazione a proposito della dipendenza del cristianesimo da culti orientali come il Mazdeismo e il Mitraismo partono dalla premessa che la figura di Gesù sia stata inventata.
A tale proposito va detto anzitutto che ogni affermazione che facesse dipendere il cristianesimo da questi culti precedenti andrebbe documentata seriamente.
Ciò significa anzitutto documentare le affermazioni sulle credenze di questi culti, perché non di rado capita che anche a questi culti si attribuiscano cose mai credute dai loro stessi adepti.
Inoltre bisognerebbe non accostare due realtà che possono avere delle somiglianze tra loro per dire che sono l’una dipendente dall’altra o l’una una copia dell’altra.
Qualsiasi storico serio soppeserebbe bene le due realtà.

4. Supposto che Mitra sia nato da una vergine, si può concludere che sia stato opera dello Spirito Santo?
Non si potrebbe trattare semplicemente di una partenogenesi?
Inoltre Mitra è davvero Dio nel senso autentico del termine, il quale, in quanto tale, non può che essere uno solo?

5. Gesù è nato da una Vergine, sì. Ma è stato concepito per opera dello Spirito Santo.
La Persona di Gesù è una Persona divina che si è manifestata in una natura umana.
Attraverso vari eventi della sua vita ha dimostrato chiaramente di non essere semplicemente un uomo.
Sapeva che gli venivano mosse delle obiezioni a questo proposito e che proprio per questo lo si voleva condannare a morte.
Ma di fronte a quelli che contestavano la sua divinità, Gesù ha fornito prove schiaccianti.
Le ho riportate in altre risposte che si possono leggere nella sezione di teologia dogmatica, cristologia (ad es. la risposta del 13.9.2008; oppure anche quella dell’8.1.2007).

6. Si dice che anche altri sono risorti.
Ma la risurrezione di Gesù è del tutto atipica. Perché non è risurrezione alla vita precedente, come quella di Lazzaro o della figlia di Giaro, ma un entrare nell’eternità con la sua natura umana per stare davanti a Dio e per vivere e operare accanto ad ogni uomo.
Gli apostoli stessi hanno fatto difficoltà a capire in quale maniera fosse risorto. Perché stando con loro per quaranta giorni non era più soggetto alle leggi della natura: compariva e scompariva.

7. I Vangeli, diversamente da altri libri che stanno alla base di alcune credenze religiose, portano fatti storici e sottopongono Gesù a un vero settaccio.
Mentre i libri che stanno alla base di altre credenze religiose calano giù dal cielo le loro affermazioni che vengono accolte senza battere ciglio, Gesù invece si presenta in maniera tutta diversa. C’è un vero contraddittorio attorno alle sue affermazioni e alla sua persona.
La sua risurrezione non viene accettata in maniera supina (mi si perdoni il termine) come nelle altre credenze, ma di fatto alcuni la rifiutano, la rinnegano, istruiscono un processo proprio ad hoc, e sottopongono coloro che la affermazione a dure persecuzioni.

8. Ma vi è ancora un fatto: dei poveri apostoli, di estrazione popolare e umile, come avrebbero potuto inventare un prodigio così grande, come la figura e la dottrina di Gesù?
Tutti hanno accettato di morire piuttosto che rinnegare quanto avevano visto e udito.
E non risulta che si fossero messi d’accordo per questo.
Anzi, cercavano anche loro di salvare la loro pelle, memori delle parole del Signore: se vi perseguitano in una città fuggite in un’altra.
Pensiamo anche solo alla figura di Pietro, che addirittura va a Roma a predicare e a convertire. Lui che era un pescatore, probabilmente analfabeta...

9. Ancora: la persona di Gesù è stata posta al setaccio anche dai grandi pensatori dell’umanità. Penso ad Agostino, a Tommaso, ad Alberto...
Gli sono andati dietro, hanno sondato la sua profondità, non hanno colto alcuna contraddizione nella sua persona, nelle sue nature, nelle sue promesse, nella sua dottrina...

10. Il nocciolo è che noi non andiamo dietro a “rivelazioni” indiscutibili che calano dall’alto, ma andiamo dietro a una Persona, Gesù, storicamente vissuta e contraddetta fin dall’inizio.
Soprattutto andiamo dietro ad Uno col quale viviamo istante per istante la nostra vita, che invade con la sua Persona e la sua presenza la nostra anima, dandole un senso di pienezza e di anticipato paradiso.
A differenza dei vari Mitra, considerati come protettori degli uomini, ma sempre esterni alla loro vita, noi viviamo un’esperienza, un’incontro, un’unione tutta particolare con Gesù Cristo.
Proprio quello che vi viene ripetutamente letto in questi giorni della liturgia natalizia: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza” (1 Gv 1,1-2).

Siamo ancora nell’ottava di Natale e allora ti auguro un buon Natale di Cristo nella tua vita.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 13.07.2011

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