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Un sacerdote risponde

Quando Gesù nel Vangelo parla dei figli della Luce, a chi si riferisce esattamente?

Quesito

Caro Padre Angelo,
seguo con molto interesse la sua rubrica, la ringrazio per lo splendido supporto che offre a tutti noi, e ringrazio il Signore di averle donato una così limpida intelligenza.
Vengo al mio quesito: quando Gesù nel Vangelo parla dei figli della Luce, a chi si riferisce esattamente, a tutti gli esseri umani o ad una esigua parte di essi?
In che modo costoro sono speciali, se lo sono?
Sono meno inclini al peccato dell'umanità in genere?
La ringrazio per l'attenzione,
le chiedo di pregare per me,
un saluto caro
Simona


Risposta del sacerdote

Cara Simona,
1. Gesù parla dei figli della luce nel Vangelo secondo Luca, e precisamente al cap. 16,8.
Ne parla all’interno della parabola dell’amministratore scaltro, il quale, licenziato dal suo padrone, fa bene i conti per mettere al sicuro il proprio futuro.
Gesù dice che “il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

2. I figli della luce sono solo i discepoli di Gesù, vera luce del mondo.
Non sono dunque tutti gli essere umani.

3. In questa parabola Gesù dice che i figli di questo mondo, nel procurarsi i loro beni materiali sono molto scaltri. Ed è vero.
Si pensi anche solo alla gente comune che per provvedere meglio alle proprie necessità si affida alla consulenza di tanti esperti. Anzi si mette del tutto nelle loro mani.
Se si tratta poi di ingrandire o di tutelare la propria fortuna, vi impegna tutte le risorse della mente e si mette nelle mani di qualche buon commercialista.

4. Nel procurarsi i beni nell’anima, che sono quelli che durano eternamente, si assiste invece ad una certa ignavia.
Molti vivono tranquillamente nel peccato mortale.
Altri, pur essendo in grazia, non si danno da fare per progredire.
Eppure l’unico motivo per cui siamo in questo mondo è quello di preparare “un buon capitale per la vita futura”, come dice san Paolo in 1 Tm 6,19.

5. Mi chiedi in quale modo i figli della luce siano speciali, se lo sono.
La risposta è ovvia: sono speciali certamente.
E lo sono perché si fidano del tutto di Colui che dalle Scritture è chiamato “Consigliere ammirabile” (Is 9,5).
Secondo la sacra Scrittura solo i consigli di Dio sono detti mirabili, e cioè infallibili.
Tuttavia talvolta succede che anche i figli della luce, i discepoli di Gesù, si lascino affascinare da modi di pensare e di vivere che sono contrastanti con l’insegnamento del Signore. In questo allora non sono più speciali, ma perfettamente allineati al mondo. Sono come il sale che ha perso il suo sapore...

6. Chiedi infine se i figli della luce siano meno inclini al peccato dell'umanità in genere.
Ti posso dire che tutti, insieme col peccato originale, ereditiamo anche l’inclinazione al male, la triplice concupiscenza di cui parla san Giovanni nella sua prima lettera.
Tutti siamo inclini al peccato: chi più, chi meno.
È un fatto innegabile però che quando uno apre la propria vita al peccato, ne diventa schiavo. Anzi il peccato talvolta farà sentire le sue esigenze in maniera prepotente. Gesù ha detto: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” (Gv 8,34).
Puoi chiederti: chi è più inclinato ad assumere droga? Chi non ne ha mai fatto uso o chi ne è dipendente?
La risposta è facile. E ugualmente facile è la risposta anche all’ultimo quesito che mi hai posto.

7. Pertanto conviene seguire in tutto l’insegnamento del Signore.
Solo l’obbedienza alla sua parola rende veramente liberi (Gv 8,32), signori di se stessi, delle tentazioni e delle inclinazioni al male.

Ti saluto, ti auguro un felice anno nuovo, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 11.07.2011

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