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Un sacerdote risponde

Quale l'azione di satana nelle tentazioni e da dove derivi la reazione istintiva dell'uomo al bene oppure al male

Quesito

Quando abbiamo una reazione istintiva di repulsione alla verità o ci ritraiamo da qualcosa, a che punto si inserisce il demonio con la sua azione tentante?
Già la reazione istintiva è dovuta a lui, a satana?
Le reazioni naturali di repulsione (come ad uccidere) sono dovute a cosa? Agli angeli o ad altro?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. non necessariamente le reazioni istintive alla verità e al bene derivano dal demonio.
Non dobbiamo dimenticare che la nostra natura è stata ferita dal peccato originale.
Vi sono pertanto in noi inclinazioni alla superbia, alla sensualità alla cupidigia, come ricorda san Giovanni in 1 Gv 2,19.

2. San Giacomo dice: “Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male. Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce” (Gc 1,13-14).
Pertanto le tentazioni derivano indubbiamente dalle nostre cattive inclinazione, rafforzate dai peccati personali.

3. Certo, nelle tentazioni può anche infiltrarsi l’azione del demonio, il quale, secondo San Pietro, “come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare” (1 Pt 5,8).
E per questo sempre san Pietro dice che è necessario essere temperanti e vigilare (Ib.).
Dal momento che il demonio non dorme, anche i cristiani non devono essere sonnolenti, ma vigilare.

4. Le reazioni naturali o repulsioni al compimento del male, come l’uccidere, provengono dalla nostra natura, la quale è, sì, ferita e inclinata al male, ma sostanzialmente è rimasta buona e orientata al bene.
Pertanto di fronte al compimento del male proviamo un istintivo rifiuto.
San Tommaso dice che dopo il peccato originale noi siamo come chi è affetto da qualche malattia. Siamo ancora capaci di compiere opere buone, ma non riusciamo a farle tutte, nel medesimo modo in cui il malato può ancora compier alcune azioni, ma non tutte.

5. Mi chiedi anche se nella nostra istintiva reazione al male sia possibile l’intervento dell’angelo custode.
Non lo posso escludere, perché il nostro angelo non dorme.
Tuttavia questa reazione, almeno nei pericoli comuni, non supera i limiti della natura e ognuno di noi reagisce bene finché si conserva onesto.
In altri casi dobbiamo riconoscere che vi è l’intervento della grazia che si serve anche del ministero dei nostri angeli.

Ti ringrazio, ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 20.05.2011

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