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Un sacerdote risponde

Cosa significa essere astuti come serpenti e puri come colombe

Quesito

Gentile Padre Angelo,
il mio quesito è questo: cosa significa essere astuti come serpenti e puri come colombe come recita il Vangelo?
E il fatto di non preparare prima la nostra difesa perché chi confida nell'aiuto del Signore riceverà le parole dallo Spirito Santo nel momento del bisogno, pensa sia riferito solo al momento in cui viene messo in discussione il nostro essere cristiani o questo implica necessariamente che se ho una discussione con qualcuno e mi sento di essere nel giusto, di non avere nulla da rimproverarmi, di avere la massima fiducia in Dio e avere da lui le parole migliori per quel momento?
Io la penso nella seconda maniera.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. per non travisare le parole del Signore è necessario ricordare a chi Gesù sta parlando e qual è il motivo del suo dire.
Gesù non sta dando consigli per la vita quotidiana, anche se le sue espressioni possono valere anche per questa, ma sta parlando agli apostoli che è in procinto di inviare nel mondo per predicare il suo vangelo. Essi troveranno resistenze, rifiuti, persecuzioni.

2. In Matteo 10,16 Gesù dice: “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”.
Ed ecco quanto leggo in un commentario biblico: “Gli apostoli si troveranno esposti a mille pericoli, come pecore in mezzo ai lupi.
Devono quindi usare ogni circospezione al fine di non compromettere la loro predicazione ed essere prudenti come il serpente che è considerato il simbolo della prudenza.
La prudenza però, necessaria per sfuggire alle insidie e scampare ai pericoli, deve essere congiunta con la semplicità simboleggiata dalla colomba, se no è astuzia.
La semplicità che devono avere gli apostoli è quella di non dare ai malvagi motivo di nuocere e di non vendicarsi delle ingiurie”.

3. Poco dopo, nel medesimo discorso fatto agli apostoli, Gesù dice: “E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi” (Mt 10,19-20).
Il commento: “Non state in ansietà pensando al modo di difendervi: Voi trattate la causa di Do. E lo Spirito del Padre, cioè lo Spirito santo, che è pure Spirito del Figlio, parlerà in voi.
Allora sia i giudei che i pagani saranno testimoni della fede e della costanza degli apostoli e sentiranno annunziarsi la verità del Vangelo in modo che non avranno alcuna scusa davanti al tribunale di Dio e allora sapranno che anche a loro Dio ha fatto annunziare la sua dottrina”.

4. In riferimento alla vita quotidiana e quindi anche ai tuoi problemi nelle relazioni con gli altri, ecco una possibile spiegazione.
Essere prudenti come i serpenti: è necessario non essere sempliciotti, ma circospetti in modo tale da non suscitare litigi e incomprensioni col nostro comportamento inconsulto.
Essere semplici come le colombe: agire con purezza d’intenzione, senza falsità.

5. Circa l’espressione “non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire...” dal momento che Gesù fa riferimento allo Spirito Santo, dobbiamo agire:
1. con prudenza, e pertanto come persone che si sono preparate e hanno studiato bene la questione.
2. con rettitudine d’intenzione
3. e nella continua invocazione dello Spirito Santo perché disponga noi a dire le parole più appropriate e nel tempo giusto e perché disponga il nostro prossimo ad accoglierle in spirito di aiuto fraterno.

Ti saluto cordialmente, ti assicuro un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 19.04.2011

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