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Un sacerdote risponde

Se sia lecito trasportare le salme da un loculo ad un altro

      Quesito

      Caro Padre Angelo,
      Le scrivo per raccontarLe ciò che mi è successo. Diversi anni fa è morta di malattia una mia sorella ed è stata sepolta in un loculo del cimitero. Anni dopo, è mancata anche mia madre ed un'altra mia sorella ha fatto spostare quella defunta anni prima in modo da seppellire sia mia madre che mia sorella in due loculi affiancati nel medesimo cimitero. Tengo a precisare che la mia sorella defunta è stata spostata di circa 50 metri o poco più e che la mia sorella vivente ha dato a me come giustificazione del gesto la comodità di averle vicine per quando andava a trovarle. Premesso che non è mai stata assidua frequentatrice del cimitero e che tutto ciò l'ho saputo a cose fatte, e ad essere sincera, sono rimasta sconvolta perchè ho avuto la sensazione che, così facendo, si profanasse il sepolcro di mia sorella, che ritenevo dovesse "riposare in pace", Le volevo chiedere se è lecito permettere uno spostamento del genere. Vorrei sapere se c'è qualche riferimento nelle sacre scritture da poter sottoporre a mia sorella affinché non faccia più altri spostamenti.
      La ringrazio fin d'ora.
      Clara G.


      Risposta del sacerdote

      Cara Clara,
     
      1. Tua sorella non ha fatto una cosa biasimevole mettendo i resti mortali della tua defunta sorella accanto a quelli di tua mamma.
      Sono state vicine nella vita, adesso sono vicine anche nella sepoltura.
      Pertanto tua sorella non ha profanato il sepolcro della sorella defunta, l’ha semplicemente spostato.
      Anche per i santi succede che si sposta il loro sepolcro. Dapprima sono stati sepolti nel cimitero, poi vengono portati in Chiesa. Pensa a Papa Giovanni XXIII: prima si trovava nelle grotte vaticane, adesso si trova in Basilica.
     
      2. Ma al di là del luogo della sepoltura, va ricordato che i nostri morti, soprattutto se sono vissuti bene (come penso di tua sorella e di mamma), vivono nel Signore.
      E riposano non nella pace del cimitero, ma nella pace del Signore, che è tutt’altra cosa.
      Nel Signore vivono e intercedono per noi che siamo ancora esuli in questa valle di lacrime, in attesa di ricongiungerci con loro, col Signore e con la Madonna.
      Nella Sacra Scrittura non ci sono riferimenti in ordine a quanto da te richiesto, perché la gente veniva messa in una fossa comune. Solo i ricchi potevano permettersi, dove volevano, un sepolcro.
      La sacra Scrittura ricorda che per i poveri e gli stranieri c’era un sepolcro comune, chiamato “sepolcro dei figli del popolo” (2 Re 23,6).
      Ma il pensiero della gente andava ben al di là del sepolcro, come si evince dal seguente testo sacro: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace” (Sap 3,1-3).
     
      3. Carissima Clara, affidati alle anime dei tuoi cari. Prega per loro, fa celebrare in loro suffragio la Santa Messa. E sentirai come i tuoi cari ti saranno sempre vicini, quasi come degli angeli tutelari.
      Ti saluto, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
      Padre Angelo


Pubblicato 20.07.2006

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