Un sacerdote risponde
Mi illustri brevemente i concetti di ANALOGIA e GRAZIA nel pensiero del suo illustre confratello San Tommaso D'Aquino
Quesito
La disturbo ancora con due quesiti:
Mi illustri brevemente, se può, i concetti di ANALOGIA e GRAZIA nel pensiero del suo illustre confratello San Tommaso D'Aquino.
Ciò con particolare riferimento all'attitudine contemplativa che permea la spiritualità del suo glorioso Ordine.
Cordiali saluti.
Maurizio
Risposta del sacerdote
Caro Maurizio,
mi poni due domande di grande interesse teologico.
1. La prima riguarda l’analogia.
In logica l'analogia è definita in contrapposizione alla univocità e all'equivocità.
Ecco come San Tommaso chiarisce questo concetto: «Si deve sapere che un termine si può predicare (applicare) di molte cose in tre modi: univocamente, equivocamente e analogicamente.
Si predica univocamente quando si ha identità di nome e di concetto, ossia di definizione, come quando si predica "animale" dell'uomo e dell'asino. L'uno e l'altro sono infatti animali, cioè sostanze animate sensibili, che è la definizione di animale.
Si predica equivocamente, quando il nome è lo stesso ma il concetto è diverso...
Si dice infine che un termine si predica analogicamente se si predica di molte cose i cui concetti e definizioni sono diversi ma si riferiscono a una stessa realtà. Per es., "sano" si dice del corpo dell'animale, della urina e della bevanda, ma non secondo un significato completamente identico in tutti e tre i casi» (De principiis naturae, c. 6, nn. 366-367).
2. In metafisica l'analogia è un vincolo che unisce tra loro cose che non appartengono allo stesso genere e alla stessa specie, e tuttavia hanno qualche aspetto in comune. Come ad es. la grazia santificante dell’uomo ha un’analogia con la vita stessa di Dio. Ma mentre questa è increata, quella dell’uomo ne è una partecipazione o derivazione, ed è creata.
3. La grazia è la comunicazione della vita soprannaturale e divina fatta all’uomo.
La grazia eleva l’uomo all’ordine soprannaturale perché lo rende partecipe della natura e della vita di Dio.
In forza di comunione soprannaturale l’uomo gode della presenza personale e del possesso di Dio.
Per questo san Tommaso dice che “la grazia è un certo inizio della vita del paradiso dentro di noi” (quaedam inchoatio gloriae in nobis) (Somma teologica, II-II, 24, 3, ad 2).
Mediante la grazia l’uomo diventa “figlio di Dio” e diventa tempio della SS. Trinità che inabita nell’uomo (Somma teologica, I, 43,3).
Questa è quella realtà che viene chiamata grazia santificante.
4. La grazia è una realtà soprannaturale che «risiede nell'essenza dell'anima. Infatti l'uomo, come partecipa la conoscenza divina con la virtù della fede mediante la facoltà dell'intelletto, e l'amore divino con la virtù della carità, mediante la facoltà volitiva; così partecipa la natura divina, secondouna certa somiglianza, con una nuova generazione o creazione, mediante la natura dell'anima» (Somma teologica, I-II, 110, 4).
Da essa promanano le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) che ci aiutano a pensare secondo Dio, a fissare la nostra fiducia in Dio e ad amare come ama Dio.
Ecco in sintesi la dottrina di San Tommaso.
Ti auguro con tutto il cuore di poterla conoscere non in sintesi, ma in esteso e di iniziare anche tu già di qua il tuo Paradiso.
Ti ricordo al Signore e a San Tommaso e ti benedico.
Padre Angelo
Pubblicato 05.02.2010
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