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Un sacerdote risponde

Le chiedo la differenza tra ordini religiosi e congregazioni religiose

Quesito

Reverendo padre
le chiedo un chiarimento riguardo ad una questione storico-canonica. Ho letto che nella Chiesa si distinguono, negli Istituti religiosi, tra Ordini (benedettini, domenicani, francescani, etc) e Congregazioni (salesiani, rogazionisti, etc). Da diversi secoli vengono fondate solo congregazioni e non più ordini religiosi. Io vorrei chiederle qual è il motivo. Vi sono norme precise del diritto o si tratta di una consuetudine? Volendo, oggi, un cattolico potrebbe fondare un nuovo ordine religioso?
La ringrazio sin d'ora per l'aiuto e il tempo che potrà dedicarmi.
Le assicuro un ricordo nella mia povera preghiera.
Un caro saluto.
Cristiano


Risposta del sacerdote

Caro Cristiano,
1. la differenza tra ordine religioso e congregazione religiosa riposa sulla distinzione tra i voti solenni e i voti semplici.
Con i voti solenni uno perde non solo l’uso, ma anche la proprietà. È come morto al mondo.
Con i voti semplici si perde l’uso, ma non il possesso.

2. Questa differenza è stata sancita dal decreto Ecclesia catholica (11.8.1889) ed è accolta dalla giurisprudenza della Chiesa.

3. Mi chiedi se uno oggi possa fondare un Ordine religioso.
In teoria sì.
Ma poiché ogni ordine o congregazione deve ricevere l’autorizzazione dell’Autorità ecclesiastica, bisogna vedere se questo viene concesso.

4. In ogni caso oggi il problema è abbastanza ovviato nel senso che i membri delle congregazioni religiose, se vogliono, possono emettere non solo i voti semplici ma anche quelli solenni.

5. È vero quello che tu osservi: gli istituti religiosi dal 1500 in qua sono detti congregazioni e non ordini.
Certamente vi è anche un motivo prudenziale nel far emettere solo voti semplici: nel caso che in un istituto religioso si rinnovino i voti ogni anno, come avviene ad esempio per i preti della Missione (lazzaristi), o comunque dove si emettono solo voti semplici, qualora uno abbandonasse l’istituto e tornasse nel mondo potrebbe fruire ancora del suo patrimonio (se ce l’ha).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo


Pubblicato 26.11.2009

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