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Biografie

San Raimondo de Peñafort

Sacerdote (1175-1275)
memoria 7 gennaio

Nacque da nobile famiglia catalana, nel castello di Peñafort. Dedicò appassionatamente la giovinezza agli studi umanistici in patria e a trent'anni lo ritroviamo docente universitario a Bologna, dove aveva conseguito la laurea in Diritto. Ritornato in Spagna e nominato canonico della cattedrale di Barcellona, Raimondo fu conquistato dall'ideale domenicano: il venerdì santo del 1222, nel convento di Santa Caterina ancora fresco di calce, chiese la misericordia dell'Ordine. Ma la profonda umiltà con cui aveva intrapreso la nuova vita, non riuscì a impedire che la sua fama si divulgasse; Gregorio IX, chiamatolo a Roma, gli affidò la compilazione di una raccolta di decretali pontificie che il Santo portò a compimento in soli quattro anni (1230-34). Capolavoro di saggezza, quest'opera destinata a divenire nei secoli il punto di riferimento del Diritto ecclesiastico, gli meritò la più alta fiducia dei capitolari dell'Ordine: essi nel 1238 lo elessero secondo successore di san Domenico.
Ottenuto dopo molta insistenza l'esonero (nei due anni di reggenza aveva atteso a una nuova redazione delle Costituzioni), Raimondo ritornò a Barcellona per darsi alla conversione degli Ebrei e dei Mori. A questo fine istituì due conventi di specializzazione missionaria e negli anni precedenti aveva favorito la fondazione dei Mercedari. Grazie all'ascendente di cui godeva, Raimondo caldamente esortò Tommaso alla stesura della «Somma contro i Gentili»; notevole l'influsso spirituale che il Santo ebbe come penitenziere di Gregorio IX e confessore del re Giacomo I di Aragona. Sua grande passione furono i poveri e i sofferenti dei quali si fece difensore e patrocinatore efficace. Nella «Somma sulla Penitenza» Raimondo lasciò il primo geniale e organico trattato di pastorale.
Mori a Barcellona il 6 gennaio 1275 ed è sepolto nella cattedrale. Clemente VIII lo canonizzò il 29 aprile 1601.


Pubblicato 07.01.2008

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