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Biografie

Sant'Agnese da Montepulciano

Vergine, monaca (c. 1268 - 1317 †)
memoria 20 aprile

      IN OMAGGIO A SANT’AGNESE
     
      Di sant’Agnese da Montepulciano, patrona delle monache domenicane, ho conosciuto innanzitutto il nome.
      Non ricordo di averne sentito parlare o forse l’ho confusa con altre sante omonime fino a quando ho iniziato a frequentare la chiesa dei Domenicani.
      Qui un giorno ho sentito spiegare l’etimologia del nome a una coppia in attesa di una bimba che si sarebbe chiamata così: Agnese da Agnes, ‘agnella’ cioè ‘sposa dell’Agnello’.
      Mi è subito piaciuto questo nome che racchiude la vocazione di ogni persona battezzata: l’intimità con Gesù, l’assimilazione a Lui.
      Di sant’Agnese ho poi scoperto il legame speciale con santa Caterina, nata trent’anni dopo la sua morte. La santa senese sapeva, per rivelazione, che l’Agnella sarebbe stata sua compagna in paradiso e nutriva per lei una grande devozione.
      Quando sono entrata nella fraternita giovanile, ho suggerito e ricevuto questo nome.
      Dimenticavo: quella bimba, chiamata Agnese fin dal grembo di sua madre, è nata il 29 aprile, festa di santa Caterina da Siena.
     
     

CENNI BIOGRAFICI

      Agnese Segni nacque nel 1268 circa nel territorio di Montepulciano (Siena), da cui l’epiteto “poliziana”.
      È la quarta santa canonizzata che ha questo nome dopo la giovinetta martirizzata ai tempi di Diocleziano, la badessa di un monastero di Poitiers vissuta nel sesto secolo e la sorella di santa Chiara d’Assisi.
      La sua vita è narrata dal beato Raimondo da Capua O.P., più noto come confessore e biografo di santa Caterina.
      Questi in gioventù fu per qualche tempo direttore spirituale del monastero di Montepulciano e poté ascoltare alcuni testimoni oculari, visionando documenti stesi da notai e firmati da testimoni.
      Agnese a nove anni diventò monaca. Fondò due monasteri, uno a Proceno (Viterbo) dove per la sua umile saggezza fu eletta priora a quindici anni, l’altro a Montepulciano dove sarebbe poi morta il 20 aprile 1317. Per motivi di salute soggiornò anche a Chianciano.
      Ovunque si distinse per lo straordinario fervore di preghiera, l’umiltà, il dono delle guarigioni e dei miracoli.
      Il suo corpo, mai sepolto, si venera incorrotto nella chiesa di Montepulciano a lei dedicata.
      Nel Dialogo della Divina Provvidenza Agnese è presentata come povera in spirito che riceve l’aiuto divino nelle necessità materiali.
      Si racconta infatti nel cap. 149 che la santa sperimentò, come san Domenico, il soccorso della Provvidenza per sé e per la sua comunità senza pane da tre giorni. In seguito all’umile preghiera di Agnese, una persona fu ispirata a portare al monastero pochi pani che furono spezzati e distribuiti fra tutte con sovrabbondanza.
      “Anche oggi il Signore, nella sua misericordia, è pronto a soccorrere quelli che la invocano, consolandoli con abbondanza di grazie e di benedizioni”. Il beato Raimondo ne era certo.

a cura di Mariarosaria Catena (Sorella Agnese op, terziaria domenicana)


Pubblicato 19.04.2007

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